Il Tirreno

Versilia

LO SPACCIO 

Così ogni notte funziona il mercato delle droghe

M.C.

Gli stupefacenti più diffusi sono cocaina e hashish: si possono comprare direttamente dall’auto  in movimento o tra gli alberi

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viareggio. Il negozio è una panchina invisibile nel buio della pineta. Lì in mezzo ai pini, davanti ai palazzi di via Digione, gli spacciatori aspettano i clienti tutta la notte, tutte le notti. Vendono cocaina, perlopiù. Settanta euro la dose, 35, a rigor di matematica, mezza. Qualcuno vende anche erba e hashish, ma il vero mercato delle droghe leggere è da un’altra parte, più all’interno.

Questa parte di pineta di Ponente, il quadrato a nord tra via Fratti, via Udine, via Digione e Viale Belluomini, a Viareggio, è un viavai di nottambuli verso gli after hours. Esiste un codice, per l’acquisto. Gli spacciatori escono dalla pineta solo se, dalla strada, vedono lampeggiare tre volte di fila un’auto, che poi però non si ferma. È un campanello silenzioso. Come dire: “Vorrei comprare”.

L’auto fa il giro, poi ritorna. Il conducente a quel punto ha i contanti in mano. Non deve aggiungere altro: i contanti corrispondono alla dose. E riparte. Lo spacciatore rientra nella pineta, l’auto fa un altro giro. Tre minuti per uno completo. Al ritorno lo spacciatore è in strada con la dose, il conducente la prende al volo e va via. Acquisto di droga come fosse il Mcdrive.

Ma la pineta di Ponente è un pullulare di piccoli mercati dello spaccio e ognuno funziona a modo suo. Sono molti meno, rispetto ad anni fa. Le forze dell’ordine, nell’ultimo anno, hanno passato al setaccio la pineta notte e giorno. E tra arresti, espulsioni e fogli di via, il numero degli spacciatori in città è decisamente calato. Ma il turnover, qui, non si blocca. E la notte aiuta a trovare nuove reclute. Secondo i dati delle forze dell’ordine (che si basano sugli arresti o fermi avvenuti nell’arco dell’ultimo anno), il mercato della droga nella pineta di Viareggio è alimentato solo da stranieri. Quasi tutti provenienti dai Paesi del Maghreb, Marocco in testa, non a caso uno dei più grandi centro di produzione di hashish nel mondo.

Ognuno (o ogni gruppo) ha la sua panchina, il suo pezzo di pineta e la sua fetta di mercato. Erba, hashish, cocaina, anche mdma (ecstasy) ma quella in genere solo on demand, cioè su richiesta.

Anche i clienti sono fidelizzati, o vengono mandati da amici, o da amici di amici. Il passaparola funziona, come con lo psicoanalista. Chi entra in pineta di notte, in genere, sa perfettamente dove andare e chi cercare. Parcheggia l’auto lontana o si fa accompagnare lì da qualcuno. Entra nel parco e va diretto alla panchina. «Un grammo di coca, grazie». «Dieci di fumo». Tutti i giorni, tutte le notti. Il mercato non si ferma. —

M.C.

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