Ferisce due commercianti con una bottiglia rotta: uno ha 50 punti di sutura
L’aggressore è un cliente a cui i titolari del Kebab hanno rifiutato una birra: le vittime salvate dai medici del pronto soccorso del Versilia
torre del lago. Ha rischiato di ucciderli entrambi con una bottiglia rotta, usata come una specie di pugnale. Li ha colpiti più volte alla gola e al torace, lasciandoli in una pozza di sangue. Attimi di follia, avvenuti lunedì sera al Kebab di viale Marconi a Torre del Lago, con due commercianti di nazionalità pakistana vittime della furia di un cliente. Accecato dalla rabbia solo per essersi visto rifiutare una birra.
L’aggressore sarebbe un uomo di nazionalità marocchina, probabilmente conosciuto da entrambe le vittime come avventore abituale. Secondo quanto si è potuto apprendere, alla richiesta di una birra l’uomo avrebbe ricevuto un rifiuto. Può darsi che i due commercianti avessero deciso di farlo smettere di bere dopo una serata troppo alcolica, anche se su questo non ci sono certezze.
Fatto sta che l’uomo ha spaccato una bottiglia e si è fiondato contro i due. L’arma è stata usata più volte soprattutto contro uno di loro, a cui il criminale ha colpito il volto e la gola, rischiando seriamente di tagliargliela. L’altro sarebbe stato ferito in particolare al torace. Poi l’aggressore è fuggito.
I due feriti sono stati portati al pronto soccorso dell’ospedale Versilia in condizioni molto difficili. Uno dei due è finito in sala operatoria per ridurre le conseguenze delle ferite al torace. L’altro ha avuto ben 50 punti di sutura tra volto e collo. Ad oggi nessuno dei due rischia la vita, ma si può ben dire che sono stati fortunati e che i medici sono riusciti a rimediare a una situazione molto complicata.
È solo l’ultimo episodio di aggressione a commercianti: giovedì scorso in via Mazzini, pieno centro di Viareggio, un negoziante è stato colpito con un pugno da un bandito dopo la spaccata a un esercizio. Un episodio grave, che ha portato la vittima a minacciare di gettare la spugna.
La lite finita nel sangue al Kebab è una vicenda differente, ma dimostra ancora quanto sia rischiosa persino una professione come il commerciante. Ai due pakistani che lavorano al Kebab è andata bene, ma non è la prima volta in cui uno degli avventori del Kebab perde la testa, magari in stato di alterazione alcolica, e reagisce ferendo i titolari del pubblico esercizio. —
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