Caos in consiglio, intervengono i carabinieri
Contestata la procedura di voto: De Stefano si sdraia a terra, l’opposizione se ne va. Il sindaco: spettacolo indegno
Ad accendere la miccia ci ha pensato Giuseppe De Stefano, novello Nikita Kruscev: invece di esibire minaccioso una scarpa come fece il leader sovietico alle Nazioni Unite, il consigliere comunale del Gruppo misto ha più prosaicamente strappato dal tavolo il microfono d’ordinanza e lo ha scaraventato per terra. Poi a terra si è gettato lui. Qualcuno ha anche pensato a un malore: l’intervento di due vigilesse lo ha condotto a più miti consigli. E pensare che De Stefano aveva dichiarato di essere a favore del nuovo regolamento urbanistico della giunta Del Ghingaro.
Ieri mattina è andato in scena un consiglio comunale ad altissima tensione. Sul tavolo c’era la prima fase di un percorso che dovrà portare Viareggio ad avere, dopo 22 anni, nuove regole sull’urbanistica: tema importante, considerata la ricchezza del patrimonio immobiliare cittadino. L’esordio, però, è stato infuocato: urla, accuse, battute al veleno. E alla fine l’opposizione ha chiamato i carabinieri. Nel mirino dei consiglieri di minoranza la procedura di voto sulle prime 267 osservazioni (su 404 totali) al regolamento urbanistico, tutte con le rispettive controdeduzioni: le risposte, cioè, fornite dagli uffici comunali ai cittadini che chiedono di poter fare gli interventi edilizi. La procedura scelta è stata quella di votare ogni osservazione semplicemente citando il numero di protocollo, mentre l’opposizione avrebbe voluto discuterne il contenuto. Ma il segretario comunale, a cui l’amministrazione ha demandato la spiegazione ufficiale, ha assicurato di aver fornito a ogni consigliere la documentazione necessaria su cosa si votasse prima di arrivare in aula.
«Non sono stati permessi il confronto, la motivazione e la discussione di ogni singola osservazione, non è stata permessa un’esposizione ed una discussione trasparente e completa degli atti che andavano in votazione e nonostante le nostre contestazioni il presidente del consiglio non ci ha permesso di espletare le nostre prerogative», affermano i consiglieri Annamaria Pacilio (M5S), Maria Domenica Pacchini (Lega), Massimiliano Baldini (Lega), Alessandro Santini (Forza Italia) e Stefano Pasquinucci (Gruppo misto) – Per questo motivo, su iniziativa del capogruppo Cinque stelle, sono giunti in Comune i carabinieri ai quali abbiamo fatto lunga relazione dei fatti (poi i consiglieri hanno lasciato l’aula, ndr). Nei prossimi giorni informeremo anche la prefettura di Lucca e congiuntamente il ministero dell’Interno».
Al prefetto, però, si è rivolto con una lettera anche il sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Ritengo che pur nella contrapposta dialettica politica, sempre ammessa, sia doveroso portare rispetto alle istituzioni: ai ruoli da ognuno ricoperti e al luogo nel quale il consiglio di svolge. In primo luogo poi sarebbe opportuno rispettare i cittadini che non meritano di vedere simili indegni spettacoli da parte dei loro rappresentanti. Per parte mia e della mia maggioranza – conclude Del Ghingaro – valuteremo gli estremi per un’azione a tutela della dignità e del decoro dell’istituzione che rappresento e rappresentiamo». —
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