Il Tirreno

Versilia

la cittÀ che cambia 

La Migliarina diventerà il perno del trasporto pubblico

Donatella Francesconi
La Migliarina diventerà il perno del trasporto pubblico

Dietro la stazione ferroviaria una delle aree di trasformazioni più importanti Al centro della quale c’è l’ex Telecom, la cui proprietà chiede di poter accelerare

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È il cuore dell’area di trasformazione che il Regolamento urbanistico in dirittura d’arrivo definisce come Stazione centrale/via della Gronda: l’ex Telecom, uno degli immobili più degradati della città, con i suoi oltre 4mila metri quadrati ed oltre 9mila metri cubi è stata oggetto di una delle osservazioni, presentate dalla società edile “Edilconsult”. La quale chiede al Comune «una parziale attuazione anticipata del progetto urbanistico indicato dal Regolamento e che verrà, nel dettaglio, definito dal futuro Piano particolareggiato di iniziativa pubblica». Ieri, nel corso dell’esame delle osservazioni in commissione urbanistica (presidente Riccardo Pieraccini, lista “Viareggio tornerà bellissima”) la scelta è stata quella di rinviare la discussione sulla richiesta per l’ex Telecom. Una parola definitiva dell’amministrazione non c’è, ma il Comune punta a realizzare per intero il Piano attuativo della zona, una di quelle destinata a cambiare maggiormente volto grazie agli interventi ammessi dal Regolamento urbanistico, il cui iter approvativo in consiglio comunale va ad iniziare lunedì.

Due le aree del quartiere Migliarina destinate ad una trasformazione importante: le ubicate in zone diverse. La prima è localizzata tra via della Gronda e lo svincolo della Variante Aurelia ed ha destinazione commerciale; l’altra comprende un’ampia zona a prevalente destinazione commerciale-artigianale lungo via Aurelia Nord nei pressi della stazione ferroviaria ed è delimitata da via Fratelli Cervi e via Ottone Ciabattini. L’area retrostante la stazione - si legge nella scheda contenuta nelle Norme tecniche di attuazione, cuore del nuovo strumento urbanistico, «riveste un ruolo strategico per l’utilizzo della linea ferroviaria».

Per l’area denominata “Stazione” è previsto un Piano particolareggiato di iniziativa pubblica che porterà alla «realizzazione di un nodo d’interscambio modale gomma-ferro (hub), comprendente il terminal delle autolinee urbane ed extraurbane, un parcheggio scambiatore e postazioni dedicate al “care bike sharing”, collegati alla stazione ferroviaria di Viareggio attraverso il sottopasso ciclopedonale esistente di via Aurelia Nord, eventualmente prolungato al di là della strada». Insomma, il pezzo di quartiere alle spalle della stazione ferroviaria diventa - grazie anche alla realizzazione di un grande parcheggio pubblico - il nodo di scambio di tutto il trasporto che grava sulla città.

Nell’ottica del Piano particolareggiato sembra di capire che anche l’intervento alla ex Telecom debba svilupparsi di pari passo con il Piano che altrimenti finirebbe -per così dire - per “girare intorno” a quanto sarebbe già stato realizzato nel grosso immobile in disuso da quasi vent’anni.

Anche nel caso del recupero della ex Telecom - ed è un motivo dominante che attraversa il Regolamento urbanistico che su questo versante molte critiche si attira in città - il progetto prevede «una media struttura di vendita» in cambio della «cessione gratuita di circa 1.230 metri quadrati, lato Sud, sulla quale sarà realizzato il previsto parcheggio pubblico, da destinare specificatamente - nel contesto dell’hub intermodale - alla creazione del terminal delle autolinee urbane ed extraurbane».

Tra le richieste pervenute all’amministrazione comunale anche quella relativa ad un’area di via della Migliarina, dopo via delle Rose. Dove la società “Meta Immobiliare” chiedeva di poter aggiungere un terreno adiacente alla porzione già delimitata per un intervento ai fini residenziali, per un totale di 6.400 metri quadrati. L’istanza di estensione dell’intervento ad una porzione di territorio rurale è stata respinta dagli uffici tecnici del Comune, ma è stato deciso di «consentire la realizzazione di un massimo di 6 alloggi a parità di superficie utile lorda», al posto dei 4 inizialmente possibili. Alloggi che, inevitabilmente, avranno dimensioni minori. —



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