I venditori ambulanti bocciano la riforma del mercato di Forte «Lasciatelo com’è»
Francesconi contesta le ipotesi messe in campo dal Comune In particolare la divisione dei banchi tra mercoledì e domenica
FORTE dei marmi. Gli ambulanti bocciano senza appello le tante, e in alcuni casi fantasiose, ipotesi di ristrutturazione del celebrato mercato del mercoledì mattina di piazza Marconi, idee che da giorni popolano i luoghi e i social della politica fortemarmina. Il mercato, com’è noto, da novembre è stato rialloggiato, per i 46 banchi che erano in pineta, lungo la via Matteotti, e stando alle ordinanze dovrebbe ritornare al suo antico posto alla fine di marzo. Entro queste poche settimane, dunque, c’è da capire quale sarà il destino di questi banchi, nel bel mezzo di tante ipotesi.
Una molto quotata, anche per la vicinanza all’amministrazione comunale di chi l’ha sostenuta, è quella di dividere il mercato in due parti: metà banchi, cioè 108 unità, il mercoledì mattina e 108 banchi la domenica per tutto l’anno, magari poi alternandoli per evitare ingiustizie.
«Un’idea balzana e improponibile», afferma senza perifrasi Marco Francesconi della Fivag-Cisl e in quanto fortemarmino doc uno dei padri nobili del mercato cittadino, almeno sul piano sindacale. «Continuare anche solo a parlare di queste ipotesi – prosegue Francesconi – è un modo per innervosire gli ambulanti e non serve proprio a niente. Anche perché non ci sono strumenti giuridici per fare una divisione salomonica dei 216 banchi attuali in un giorno e nell’altro. Inoltre nessuno di costoro che propugnano queste ipotesi ha finora spiegato, se questa idea venisse concretizzata, che fine farebbero i 54 banchi che stagionalmente, da Pasqua a ottobre, sono i protagonisti del nostro mercatino domenicale». Secondo Francesconi anche le altre ipotesi sono da bocciare. «Sì perché, ad esempio, anche di collocare i banchi in via Veneto e nel lato Viareggio della Piazza se n’è parlato infinite volte, si sono studiati tutti i casi possibili e alla fine è sempre emerso che si trattava di soluzioni improponibili destinate a creare problemi sia agli ambulanti con i loro furgoni, sia ai mezzi di sicurezza e di soccorso». Finisce dunque che l’attuale sistemazione da provvisoria potrebbe allora anche risultare quella più conveniente e definitiva. «Perché no? Così com’è posto il mercato, quella attuale rappresenta sicuramente una soluzione interessante che attraverso pochi accorgimenti tecnici potrebbe benissimo diventare la soluzione definitiva che eviterà il rientro nella pinetina centrale di piazza Marconi. Penso, ad esempio, a spostare i quattro o cinque banchi in prossimità degli alberghi che sono nella strada e magari a trovare qualche soluzione agli incroci, poiché il Codice della strada vieta i banchi entro 6 metri dal raggio di curvatura. Sono però cose fattibili».
Che dicono i colleghi che sono in questa “appendice invernale” del mercato? «Beh, quelli che ho sentito io – continua Francesconi – sono tutti contentissimi, anche perché diciamocelo francamente ora sono in pole position rispetto a quanti si recano al mercato. Semmai – conclude Francesconi – c’è qualcuno adesso che è rimasto nell’anello asfaltato, un tempo il top della collocazione, e che si lamenta, ma è anche vero e giusto che non si possono accontentare sempre tutti». Dunque è altamente probabile che l’intera querelle finisca com’è iniziata: quella che appariva come una soluzione temporanea per dare respiro alla pinetina di piazza Marconi, potrebbe essere con pochi ritocchi quella definitiva. —
Angelo Petri
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