Il Tirreno

Versilia

TROPPI MORTI IN POCHI ANNI 

Tumori a Piano del Quercione Anni per conoscere le cause

Cesare Bonifazi
Tumori a Piano del Quercione Anni per conoscere le cause

Per un’indagine epidemiologica è necessario uno studio coordinato tra gli enti I dati delle agenzie della salute non contengono i dettagli sulle frazioni

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Il caso dei tumori a Piano del Quercione si scontra con la burocrazia. I cittadini denunciano un’alta incidenza di morti, ben 18 in sei anni, nella frazione massarosese ma per capire cosa sta accadendo serviranno anni. Colpa del fatto che per fare un’indagine epidemiologica sono necessari molti passaggi tra gli enti che inevitabilmente allungano i tempi. I dati in possesso nelle varie strutture non sono completi o comunque non dettagliati abbastanza per poter fare un’indagine su una sola frazione.

La statistica denunciata dai residenti deriva semplicemente dalla conta dei cittadini ma al momento questo numero non è suffragato da dati ufficiali. Per questo quando i cittadini hanno mostrato le proprie preoccupazioni all’amministrazione durante una riunione del comitato di frazione, il sindaco Franco Mungai ha immediatamente scritto all’Asl per avere una statistica chiara sui casi di morte per tumore.

La richiesta dall’Asl è rimbalzata a Firenze, all’Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica della Regione Toscana) che gestisce anche il registro dei tumori e della mortalità.

Qui però i dottori e gli scienziati dell’istituto non hanno ancora avuto modo di esaminare la richiesta perché fino a ieri non era stata ancora letta l’email a causa di problemi logistici legati al trasferimento della sede.

«Il registro dei tumori è attivo dal 1987 per le zone di Firenze e Prato - spiega la dottoressa Elisabetta Chellini dell’Ispro - ma per il resto della Toscana, e quindi della Versilia, i dati risalgono al biennio 2013-2014 e sono i soli disponibili al momento perché quelli sui bienni successivi sono ancora in fase di elaborazione. All’interno di questo flusso ci sono dati che provengono da tante fonti diverse e il massimo livello di disaggregazione è relativo ai territori comunali. Questo perché per un fatto statistico non è necessario scomporli ulteriormente». Anche Ars, l’agenzia regionale della Salute, ha solamente dati che, sebbene aggiornati, sono comunali e derivano da una conta statistica.

Avere delle specifiche sulle morti di tumore a Piano del Quercione non è però impossibile, anche se ci si avvicina molto: «Quando ci sono segnalazioni specifiche di casi di studio - continua Chellini - vengono istituiti dei comitati di studio epidemiologico che comprendono non solo Ispro ma anche Asl e gli uffici comunali. E in passato ci sono stati episodi per questo tipo d’esperienza. È necessario creare un progetto e finanziarlo chiedendo anche l’autorizzazione al garante della privacy perché andiamo a toccare dei dati sensibili. Per questo tipo di cose i tempi sono solitamente molto lunghi: anni».

Per avere dei risultati da queste ricerche è necessario estrapolare i dati di ogni singolo paziente deceduto per tumore all’interno di un’area comunale, classificare il tipo di malattia, incrociare questi dati con le banche dell’Anagrafe e trovare le corrispondenze.

«È difficile risalire a una causa specifica - spiega Franco Barghini dell’Istituto d’igiene dell’Asl - bisogna infatti studiare caso per caso i fattori d’esposizione e trovare una corrispondenza sull’area specifica, ovvero quella di Massarosa e, nello specifico, della frazione». —

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