Italia
Il presidente Marcucci promuove lo Sprocco: «Ma bisogna cambiare»
«Quest’anno il livello qualitativo si è ulteriormente alzato, occorre però ridare un’anima carnevalesca alla Canzonetta»
PIETRASANTA. Un’edizione di livello, molto seguita, ma con “poco di carnevalesco”. Parole del presidente di giuria Ezio Marcucci che, a sipario calato sul Festival della Canzonetta a teatro comunale, ribadisce la necessità «di tornare a valorizzare l'aspetto più tradizionale del carnevale nelle canzoni, leggi musica e testi. I presidenti di contrada - spiega Marcucci - hanno voluto inserire specifiche peculiarità nel regolamento, ma ad oggi, questi aspetti, come detto, non sempre emergono. Insomma c’è del lavoro da fare anche se, ne sono convinto, siamo sulla buona strada.
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"Per il resto - aggiunge Marcucci che è alla sua seconda esperienza da presidente di giuria - il livello qualitativo sia dello Sprocco che della Scartocciata si è ulteriormente alzato. Forse, ed è un paradosso, fin troppo per una rassegna che evoca canoni tradizionali come la Canzonetta. E infatti gli stessi giurati - 10 quelli chiamati a valutare le canzoni nelle serate di giovedì e venerdì, mentre 5 erano quelli demandati alle scenette - sono rimasti particolarmente colpiti dall'insieme delle proposte. Giurati che, a parte uno, provenivano tutti da località non versiliesi: parliamo di professionisti o esperti di musica e rappresentazioni teatrali. Poi, com'è ovvio che sia, le valutazioni ed i voti possono non essere condivisi da pubblico e critica, ma non ho riscontrato particolari polemiche e proteste. Così come, sempre ad oggi, non ho notizia di ricorsi. In poche parole è stata un'edizione divertente ed importante: la Canzonetta gode di ottima salute ed è manifestazione in grande spolvero con una partecipazione, entusiasta e competente, da parte delle 12 contrade. E questo è quello che conta».
«Da parte mia - rimarca Marcucci - oltre ovviamente a condividere con l'amministrazione comunale e l'ufficio tradizioni popolari ogni passaggio della rassegna ho come referenti di confronto proprio i contradaioli. Ai quali devo e voglio garantire, nel limite delle mie possibilità, una giuria sempre super-partes e assolutamente preparata. Con un obiettivo di fondo: ridare, in tempi spero brevi un'anima completamente carnevalesca alla manifestazione». —
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