Il Tirreno

Versilia

In Versilia più di mille negozi vuoti: arriva lo sconto sulle tasse

Matteo Tuccini
Fondi chiusi in Passeggiata a Viareggio
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Fondi chiusi in Passeggiata a Viareggio

I proprietari dei fondi che decideranno di riaffittarli verseranno solo il 21% dell’incasso: «E così aiuteranno il commercio»

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VIAREGGIO. La porta chiusa e la vetrina bendata dove una volta c’erano vestiti e accessori in bella mostra. I banchi deserti dove prima chiacchieravano commessi e clienti. Il negozio che ha chiuso i battenti è un’immagine che mette tristezza: più di mille sarebbero i fondi commerciali rimasti vuoti in Versilia. Ma nell’ultima manovra finanziaria del Governo è spuntata una possibilità per i proprietari di questi fondi che potrebbe cambiare un po’ di carte in tavola: chi deciderà di affittare, o riaffittare, un negozio oggi chiuso potrà versare il 21% dell’incasso al Fisco e tenersi il resto. Anziché mettere tutto nel cumulo della dichiarazione dei redditi, come avviene adesso.

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La crisi del commercio

Al 31 dicembre del 2017, ultimo dato disponibile, i negozi aperti in Versilia erano 2.746, con un declino continuo negli ultimi anni. La crisi del settore, con 96 attività che hanno tirato giù la saracinesca per sempre nel corso dello stesso 2017, è evidente. Una crisi che ha tante motivazioni: una di queste è senza dubbio l’elevato peso che ha il costo dell’affitto mensile sull’attività commerciale. Un costo che, spesso, non permette al commerciante di avviare un’attività economicamente sostenibile. Da anni in Versilia la categoria chiede di mettere mano alla questione.

La novità da gennaio

Nella Finanziaria è prevista dal 1º gennaio una tassazione agevolata al 21%, la cosiddetta cedolare secca – che viene usata anche negli affitti turistici brevi – per chi decide di affittare un negozio oggi chiuso. Il contratto di locazione deve essere stipulato nel 2019: possono usufruirne i negozi, magazzini compresi, con una superficie fino a 600 metri quadrati (le pertinenze sono escluse dal calcolo della superficie). L’altro vincolo importante è stato messo per evitare furberie: se alla data del 15 ottobre 2018 era in vigore un contratto tra lo stesso proprietario e lo stesso inquilino per il medesimo immobile, l’agevolazione non è utilizzabile. Basta consultare un qualsiasi commercialista per capire che il vantaggio è notevole: l’incasso dell’affitto non va ad accumularsi sul reddito dichiarato dal proprietario, che è decisivo per le tasse da versare. Se si considera che l’aliquota minima dell’Irpef è al 23%, quindi più del 21%, si capisce che per il proprietario del fondo l’offerta è conveniente. Inoltre la tassazione agevolata, secondo gli esperti di Confedilizia, sarà applicabile per tutta la durata del contratto, sei anni più sei rinnovabili.

Le categorie esultano

È Confedilizia Viareggio-Versilia, con la presidente Susanna Lannutti, a portare all’attenzione la misura fiscale. «Ci siamo resi conto che pochissimi ne sono a conoscenza – dice – Noi rappresentiamo i proprietari e, dal nostro punto di vista, si tratta di un’opportunità importante. Ma crediamo che avrà riflessi positivi anche sui commercianti, perché le richieste saranno più basse». Anche la Confesercenti vede con favore questa novità: «Siamo stati noi a chiederla in sede nazionale al ministro Matteo Salvini – afferma Valentina Cesaretti di Confesercenti – Riteniamo che possa smuovere un mercato dei fondi commerciali molto complicato. Non sarà la panacea dei mali del settore, che sono diversi. Ma almeno è un tentativo che anche secondo noi potrebbe portare a una riduzione dei costi d’impresa». —


 

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