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Sea denuncia il Comune all’Autorità anticorruzione
Esposto del presidente Miracolo contro l’amministrazione Del Dotto «L’affidamento del servizio rifiuti senza gara non si può fare, torni indietro»
Nuovo capitolo della vicenda Sea-Camaiore. Questa volta nell’occhio del ciclone l’affidamento direttao del Comune a Ersu.
Il presidente dell’azienda di raccolta rifiuti Fabrizio Miracolo, dopo aver scritto alla Corte dei Conti per verificare eventuali problemi sulla contabilità dell’amministrazione riguardo al servizio di raccolta, adesso si rivolge direttamente all’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, perché si faccia luce sulla questione.
L’avvocato Miracolo sostiene con l’ente che ci siano delle violazioni sul piano delle disposizioni di legge che disciplinano la corretta gestione delle procedure di responsabilità di affidamento di servizi pubblici quali, in questo caso specifico, quelli di gestione dei rifiuti urbani da parte del Comune di Camaiore.
Tutto nasce dal fatto che l’amministrazione camaiorese è in procinto di affidare direttamente il proprio servizio di raccolta e spazzamento alla società Ersu, che già gestisce la raccolta su Pietrasanta e Massarosa. L’affidamento diretto, secondo il Comune, sarebbe giustificato dal fatto che sia Sea che Ersu fanno parte della mega-azienda RetiAmbiente nella quale sono confluite gran parte delle Partecipate dei rifiuti toscane.
Ma non è quello che pensa Sea e il suo presidente che, oltre ad aver richiesto il conto sul tutto quello che non era stato saldato, ha intrapreso una vera e propria guerra a colpi di carte bollate.
L’ultima, quella protocollata ieri e diretta all’Anac: Miracolo contesta tutta la linea camaiorese. In primo luogo afferma che il contratto di Sea con l’amministrazione è totalmente in essere: «Il contratto - scrive - è attualmente a pieno titolo in corso di validità, non essendosi configurate le condizioni previste per l’interruzione del rapporto. Va considerato - continua - che il gestore unico non è ancora operativo e il Comune di Camaiore è di fatto socio di Sea Ambiente per continuità tramite RetiAmbiente alla quale ha ceduto le azioni che fino al luglio 2017 possedeva in Sea Ambiente».
Secondo Sea il Comune avrebbe iniziato una «campagna a mezzo stampa, di critica infondata, nei confronti della società approvando anche le linee di indirizzo finalizzate ad assegnare il servizio in “house providing” a società pubblica partecipata tra quelle controllate da Reti Ambiente».
Insomma, Miracolo contesta non solo i pagamenti ma anche le modalità con cui il Comune si sta muovendo per passare, e i tempi sembrano brevi, da Sea a Ersu. Il problema sta principalmente nel fatto che il Comune vorrebbe cambiare il gestore semplicemente con un affidamento diretto.
«Alla luce di ciò - conclude la missiva di Sea all’Anac - a tutela degli interessi di Sea Ambiente, e della salvaguardia del contratto, delle attività esercitate e dei posti di lavoro, si richiede l’intervento dell’Autorità volta a scongiurare eventuali violazioni di legge nelle azioni intraprese dal Comune di Camaiore, finalizzare ad affidare ad altro gestore, e senza gara pubblica, il servizio di igiene pubblica». —
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