Il Tirreno

Versilia

il caso 

Niente condono per chi non ha pagato i canoni delle spiagge

Matteo Tuccini
Niente condono per chi non ha pagato i canoni delle spiagge

Dietrofront di Lega e Cinquestelle: la riscossione coatta e la revoca della concessione demaniale non si fermeranno

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Niente condono per chi non ha pagato i canoni delle spiagge. Dopo i Cinquestelle, anche la Lega ieri ha ritirato l’emendamento al Decreto semplificazioni che prevedeva una sorta di sanatoria destinata a tutti i balneari in ritardo con i versamenti allo Stato. Ma anche a quelli che, contestando le somme richieste, avevano aperto un contenzioso con l’amministrazione pubblica. Perché ritengono ingiuste quelle cifre.

La vicenda riguarda prevalentemente i cosiddetti “canoni pertinenziali”. Si tratta dei canoni che lo Stato richiede per la gestione delle spiagge dove si trovano immobili incamerati, cioè di proprietà dello Stato stesso. Queste somme sono molto più elevate della media perché, appunto, riguardano porzioni di spiaggia dove ci sono immobili di proprietà pubblica. Quindi il pubblico deve avere il suo tornaconto economico. Infatti ci sono privati che devono versare anche 40.000, 50.000 o più euro all’anno. Una bella differenza rispetto agli altri concessionari – balneari e non – che pagano canoni demaniali decisamente più irrisori, perché gli immobili sono di loro proprietà. Anche alcuni balneari ritengono inaccettabile questa disparità di trattamento evidente: le associazioni di categoria hanno sempre condiviso una necessaria riforma dei canoni, con redistribuzione degli importi da pagare allo Stato. Ma hanno anche più volte sottolineato la necessità di venire incontro ai concessionari “pertinenziali”. Perché ritenuti vittime di un sistema iniquo.

In risposta a queste richieste, nel Decreto semplificazioni è spuntata l’ipotesi di sospendere tutte le procedure di riscossione coatta e di revoca della concessione per i balneari che non pagano. Però si è alzato un polverone. I Cinquestelle, che già hanno avuto il loro bel daffare con la vicenda del condono di Ischia, non se la sono sentita di far passare un’altra mano di vernice dopo aver già consegnato 15 anni di proroga ai balneari. Ma anche la Lega, che alla categoria è senza dubbio più vicina rispetto al Movimento, sembra aver riflettuto sull’opportunità politica – e pure finanziaria – di non far passare una norma del genere. Da qui il dietrofront. —



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