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Miracolo porta Camaiore davanti alla Corte dei Conti

Cesare Bonifazi
Miracolo porta Camaiore davanti alla Corte dei Conti

Il presidente di Sea chiede che venga fatta luce sulla gestione dei soldi spesi  Contestata anche l’iniziativa di un affidamento a una nuova società

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Chi pensava che la guerra tra l’amministrazione di Camaiore e il presidente di Sea fosse terminata con un paio di contestazioni, si deve ricredere. Nella giornata di ieri l’avvocato Fabrizio Miracolo, in qualità di presidente e amministratore di Sea Ambiente ha presentato un esposto alla procura regionale della Corte dei Conti per verificare «le responsabilità connesse alla violazione di disposizioni di legge che disciplinano la corretta gestione delle risorse pubbliche». Secondo il presidente di Sea ci sono dei fatti che provano come il Comune non abbia rispettato gli impegni economici assunti con la società.

Nel documento inviato all’ente Miracolo riparte dall’inizio: ovvero dal 2006 quando l’amministrazione firmò il contratto, ripercorrendo in particolare gli ultimi due anni.

Nel documento del presidente si legge: «a fine esercizio dell’anno 2017 il Comune ha deciso di non riconoscere una voce di costo importante (220mila euro) già approvata dal piano finanziario risalente a gennaio; tale voce di spesa è pertanto direttamente connessa a spese sostenute per attività di recupero, valorizzazione e smaltimento delle frazioni di raccolta differenziata, indiscutibilmente connesse al servizio seppur da questa chiaramente distinta».

Insomma ci sarebbero delle somme che il Comune non avrebbe dato a Sea.

Miracolo contesta anche la scelta dell’amministrazione camaiorese di voler affidare il servizio a una delle aziende di RetiAmbiente.

Nella missiva alla Corte dei Conti inoltre sottolinea che il Comune ha respinto le proposte di Pte di Sea, il piano tecnico economico, fino ad agosto. Miracolo fa capire che Camaiore non ha più pagato il servizio da quel momento: si parla di «fatture respinte». Altri soldi non pagati per oltre due milioni.

«Soltanto il 18 gennaio il Comune si è deciso a liquidare per intero la fattura di agosto - scrive Miracolo - e parzialmente (così sembrerebbe) quanto dovuto nei mesi successivi. Pertanto si richiede un accertamento della congruità dell’azione del Comune con particolare riferimento alla gestione delle risorse economiche riservate al servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani».

La notizia dell’esposto però non smuove il sindaco Alessandro Del Dotto il quale sostiene che questo «non può che portare a un altro esposto da parte nostra per i servizi non fatti e soldi sciupati».

Insomma, non solo al tribunale civile, dove gli enti finiranno per la questione delle fatture, ma il nuovo campo di battaglia tra i due diventerà anche la Corte dei Conti. —



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