I primari difendono la riorganizzazione dei letti in ospedale «Critiche assurde»
Dura replica a colleghi e sindacalisti che l’hanno contestata «Fanno passare un miglioramento come se fosse un male»
No, non sono piaciute le critiche di medici e sindacalisti alla riorganizzazione dei posti letto all’ospedale Versilia. La replica dei primari coinvolti e dell’Asl è molto dura. E si può tradurre così: «Si cerca di far passare un miglioramento come un male: questo è inaccettabile».
il piano sui posti letto
«La riorganizzazione che partirà da metà febbraio all’ospedale Versilia – si legge in una nota – è stata voluta dai professionisti dell’area medica e dell’oncologia, che non ci stanno a veder passare, come è avvenuto in questi ultimi giorni, un significativo miglioramento da vari punti di vista per depotenziamento. Il progetto, approvato da tutti i responsabili dei settori interessati e deliberato il 31 ottobre scorso, permetterà di avere 15 posti letto in più per la medicina interna, che passerà così da 48 a 63 posti letto, con due medici (più uno) e sei infermieri ulteriori in organico. Questa riorganizzazione permetterà – ne sono convinti i medici firmatari del progetto – di migliorare gli standard clinico-assistenziali in area medica, di migliorare i tempi d’attesa di accettazione dei pazienti provenienti dal pronto soccorso e destinati in medicina, di assicurare una maggiore offerta per le attività onco-ematologica in regime di ricovero e di attività oncologica, pneumologica e gastroenterologica in ambito ambulatoriale e specialistico».
i carichi di lavoro
«Non sono poi corretti – sono sempre i professionisti del “Versilia” a sottolinearlo – alcuni numeri e concetti del sindacato Fials: con la riorganizzazione non aumenterà assolutamente il carico di lavoro di ogni medico ed appare del tutto fuori luogo affermare che i medici internisti non siano in grado di seguire i pazienti oncologici, visto che ciò avviene già adesso in questa realtà come in tutti gli ospedali d’Italia. La Direzione ospedaliera tiene talmente tanto alla buona riuscita del piano che ha affidato la supervisione del progetto, con un incarico di coordinamento, a Daniele Taccola, già in passato facente funzione della struttura di medicina, per garantire uniformità di trattamento. E per consentire appunto una sempre maggiore specializzazione degli oncologi».
i primari si schierano
«Non capisco come si possa parlare di depotenziamento – sottolinea il direttore dell’area medica Vincenzo Panichi – visto che i posti letto sono gli stessi, aumentano i medici, aumentano gli infermieri e si permette ai professionisti di fare attività ambulatoriale e diagnostica di alto livello, lavorando quindi anche per ridurre le liste d’attesa di esami e visite». «Il nuovo piano di riorganizzazione – aggiunge il direttore della medicina Plinio Fabiani – è ancorato ad un miglioramento concreto ed all’impiego sempre più razionale non solo dei posti letto disponibili, ma anche delle sinergie positive tra le professionalità. I 63 posti letto verranno seguiti da 5 medici per ogni turno. Questo significa che 4 medici seguiranno a testa 13 pazienti ed un medico seguirà 11 pazienti. Quindi anche il carico di lavoro risulta ben ripartito». Per la pneumologia – afferma il direttore della struttura Alessandro Torrini – «confermo che il fatto di poterci dedicare di più alle attività diagnostiche rispetto a quelle di corsia ci permetterà di aumentare la quantità e la qualità della nostra attività specialistica, considerando anche che solo al Versilia vengono effettuati esami davvero di alto livello e complessità come la ecoendoscopia bronchiale, fondamentale per la diagnosi e cura del tumore al polmone». Anche per la gastroenterologia – aggiunge il direttore Federico Corti – «la riorganizzazione, oltre a non depotenziare il reparto, determinerà dei vantaggi. Perché io e i miei colleghi ci potremo concentrare di più sull’attività specialistica ambulatoriale ed endoscopica e sulle nuove tecnologie come la capsula endoscopica». Mentre Andrea Camerini, direttore del Day hospital oncologico, spiega: «Da anni noi oncologi sentivamo l’esigenza di migliorare la qualità dei processi di cura dei nostri pazienti. La possibilità di gestire insieme ai colleghi della medicina i posti letto dell’oncologia permetterà di liberare risorse preziose, da dedicare al potenziamento dell’attività del Day hospital oncologico e dei gruppi multidisciplinari di patologia». —
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