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Carnevale di Viareggio
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Una iena e il branco: da Massimo Breschi un carro contro il bullismo

Simone Pierotti
Il bozzetto di "Branco", carro di prima categoria di Massimo Breschi
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Il bozzetto di "Branco", carro di prima categoria di Massimo Breschi

Il costruttore si cimenta con un tema di stretta attualità. E proverà a far venire Caparezza alle sfilate. «L’idea? Risale a tre anni fa...»

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C’era una volta il Massimo Breschi che realizzava carri con una miriade di figuranti a bordo, pagliacci di cartapesta e titoli in rima. Da qualche tempo, al suo posto, c’è invece un Massimo Breschi – con il fratello Alessandro - più sensibile a tematiche tutt’altro che frivole come la violenza sulle donne e sui minori o la disabilità, cercando però di affrontarle sempre in modo carnevalesco. Stavolta si parla di un problema diffuso ma (quasi) mai oggetto di attenzione da parte dei costruttori: il bullismo. E Branco è il titolo con cui i fratelli Breschi proveranno a sensibilizzare giurie e spettatori sull’argomento e sul silenzio delle vittime che continua ad alimentare questo fenomeno.

IL CARRO

Aquile, lupi, orsi, squali: sui viali a mare hanno sfilato animali di ogni genere. Tranne le iene. E saranno loro, simbolo della violenza del branco, le protagoniste della nuova costruzione di Massimo e Alessandro Breschi: due faranno capolino dalle pagine di un gigantesco tomo («È il libro della vita», spiega Massimo), l’altra sarà il mascherone centrale che sembrerà quasi balzare sulla folla. A completare lo spettacolo un gioco di fumi e illuminazioni – opera di Alessandro – e il corteggio di numerosi figuranti che indosseranno delle felpe con scritte dipinte a mano, in un tripudio di graffiti e street art che copriranno i lati della carretta.

Molto curata anche la colonna sonora: il brano principale sarà “La chiave” di Caparezza («Proveremo a invitarlo a un corso mascherato», rivela Massimo), ma non mancheranno canzoni di Eminem, degli AC/DC, di Robert Miles e dei Pink Floyd. E poi tanti movimenti, con il libro che si schiaccerà e le tre iene che muoveranno le orecchie e simuleranno un morso.

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IL SOGGETTO

E pensare che tutto è nato tre anni fa, ben prima dell’annuncio da parte della Fondazione Carnevale di dedicare la sfilata del martedì grasso alla lotta al bullismo. «Era una mattina di primavera e qui all’hangar passò a trovarmi un amico con cui iniziai a chiacchierare – racconta Massimo – a un certo punto mi disse che doveva andare via: il figlio, che all’epoca frequentava la scuola media, aveva scritto un tema sul bullismo ma aveva dimenticato il quaderno e rischiava di beccarsi una nota. In quel momento ho avuto un’illuminazione: come dice Arnaldo Galli, ‘le idee vengono così e vanno prese al volo’ e devo dire che il titolo sul branco mi è venuto subito d’istinto… Però, dato il tema forte, ho preferito tenermi il progetto per un anno che conta. Per me oggi la satira ha nuovi confini, non è più solo politica: anzi, forse una volta faceva paura toccare certi argomenti che erano considerati quasi un tabù».

Come già accaduto l’anno scorso con il carro sulle barriere architettoniche, i Breschi stanno già raccogliendo qualche soddisfazione lontano dalla Cittadella: «Un giorno è venuta una maestra e mi ha fatto i complimenti, aggiungendo che grazie al nostro bozzetto sarà possibile parlare in classe di questo argomento e trasmetterne l’importanza ai bimbi». Ben venga il Carnevale, allora. —

(3 - continua)
 

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