Italia
Aria più inquinata durante le feste: sforato sette volte il limite delle polveri sottili
Arpat: ha inciso la presenza di turisti e proprietari di seconde case. Ma per ora non c'è il rischio del blocco del traffico
VIAREGGIO. Aria più inquinata a Viareggio durante le feste natalizie. Per sette volte nell’ultimo mese la centralina di Arpat ha rilevato quantità eccessive di Pm10, le cosiddette polveri sottili indici dello smog: i valori registrati erano superiori al limite massimo consentito, che è di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Tra l’altro la qualità è peggiorata tra domenica scorsa e lunedì, ultimi dati disponibili: 56 e 66 i valori misurati dalla centralina. Questo non significa che stiano per arrivare divieti al traffico o agli impianti di riscaldamento, come quelli previsti per la Piana lucchese o per la Zona del Cuoio. «Rispetto a territori vicini come la Piana – spiegano da Arpat – la situazione è migliore e può definirsi sotto controllo: siamo al di sotto del numero di sforamenti che portano le amministrazioni comunali a prevedere un piano di contenimento dello smog. Ovviamente bisogna sempre monitorare». Come si spiega questo incremento delle polveri sottili nell’atmosfera? «È facile immaginare che abbia inciso l’aumento di popolazione a Viareggio e in Versilia dovuto nel periodo natalizio ai turisti e ai proprietari delle seconde case – spiegano da Arpat – Su queste statistiche pesano, oltre agli scarichi delle auto, le emissioni di stufe a legna, a gas, gasolio e pellet.
Che nei periodi di freddo vengono utilizzate a pieno regime». In effetti i sette giorni in cui si è superato il limite di Pm10 sono da considerarsi tutti festivi o quasi: 8 e 9 dicembre (il fine settimana dell’Immacolata), il 18, 28, e 31 dicembre e il 6 e 7 gennaio. Sono festivi anche i giorni in cui è stato raggiunto, ma non oltrepassato, il limite di 50: Capodanno e sabato 5 gennaio. Ovvio che i turisti e i proprietari di seconde case non si possono cacciare con la motivazione di... respirare aria più pulita. Ma a rassicurare, in un certo senso, viareggini e versiliesi ci sono le statistiche che vengono prese in considerazione da Arpat e dalle amministrazioni pubbliche per valutare provvedimenti di contenimento del traffico o degli impianti di riscaldamento. A fare da punto di riferimento, in questi casi, è l’Indice di criticità della qualità dell’aria, che si basa su due fattori: il numero di giorni in cui si è sforato il limite massimo di polveri sottili e le previsioni meteorologiche, che misurano la capacità dell’atmosfera di favorire l’accumulo degli inquinanti al livello in cui li respiriamo. Il periodo di riferimento è l’ultima settimana: se il numero di giorni in cui c’erano troppe polveri sottili nell’aria, sommato ai giorni con previsioni meteo critiche (tali da favorire l’accumulo di inquinanti) supera la soglia di 6, scatta il provvedimento di contenimento dello smog. «Ad oggi – rammentano da Arpat – le situazioni da disco rosso sono Piana di Lucca e Zona del Cuoio. Nell’ultima settimana nell’area lucchese si è sempre registrato un valore eccessivo di Pm10, a cui bisogna aggiungere un giorno di previsioni meteo negative. Lì il provvedimento dovrà scattare, a differenza della Versilia dove i superamenti sono stati solo due. In generale la situazione resta più confortante rispetto ad altre».
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