Il Tirreno

Versilia

«Tornatene al tuo paese»: la frase alla venditrice divide Viareggio

Donatella Francesconi
Venditori abusuvi in passeggiata (foto d'archivio)
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Venditori abusuvi in passeggiata (foto d'archivio)

Accade in Passeggiata il primo giorno dell’anno nuovo: un passante denuncia su Facebook: «Questa non è la vera Italia» 

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VIAREGGIO. Passeggiata al centro della notizia per il caso di una venditrice ambulante allontanata da un locale, come racconta Francesco Moncini in un post su Facebook finito sul gruppo pubblico “Viareggio mia” collezionando decine di commenti. «L’uomo che serviva le bibite del locale “Birreria Lungomare”», è il racconto Moncini relativo al primo giorno dell’anno con la Passeggiata affollatissima, «si è rivolto ad una donna di colore con queste parole: ”Tornatene al tuo paese”, a voce alta, davanti a tanti clienti, proseguendo con altri insulti».

La testimonianza prosegue: «Ci penso un attimo ed a voce alta gli dico di smettere, di vergognarsi». Moncini prova a fermare i passanti per raccontare cosa sta accadendo. Intorno c’è indifferenza, oppure si dà contro la venditrice. «Questo non è il mio Paese, questa non è la vera Italia, questo non rappresenta ciò che sono, né ciò che una comunità possa aspirare ad essere. Questa è violenza, è paura, è viltà, è cattiveria», commenta Moncini, che aggiunge: «È pericoloso che un fatto del genere non incontri una reazione, che passi inosservato: l’indifferenza spesso è partecipazione».

Giuseppe Larini è il titolare della Birreria, locale storico della Passeggiata, zona piazza Mazzini: «La donna era passata più volte con la propria merce e più volte il mio personale le aveva detto di non entrare nella veranda, tra i clienti seduti. Quando lei, ignorandoci del tutto, ha iniziato a girare all’interno, il personale le ha battuto due dita sulla spalle per ribadire che doveva andarsene. Lei ha iniziato a gridare, a darci del razzisti, sostenendo che le avevamo fatto del male. Poi si è fermato un ragazzo che ha cercato di attirare l’attenzione dei passanti. Una coppia l’ha trattato in malo modo, chiedendo di essere lasciati in pace, perché di quello che stava dicendo non gliene importava niente».

Larini non nega l’invito rivolto alla donna a tornarsene in Africa: «Noi siamo a lavorare, e la gente stressa, non li vuole...La clientela stessa ci chiede di mandare via gli ambulanti». Che siano i venditori di collanine, accendini, braccialetti, piccoli oggetti o i venditori di ombrelli o rose, i quali appena arriva la bella stagione di moltiplicano stipati a 20 per volta nelle case che gli italiani affittano loro, più che volentieri, rigorosamente al nero.

La Passeggiata, così la voce dei commercianti, chiede maggiori controlli sugli ambulanti, non solo quelli che stendono a terra fazzolettoni pronti a scomparire all’apparire della Municipale, per poi tornare appena le divise si allontanano.

«Questo post», conclude Moncini, «è il racconto di un fatto che mi ha scosso, ma anche un appello a non arrendersi, a non smettere di lottare per quello che riteniamo giusto, al farlo in modo autorevole e rispettoso, ma chiaro e fermo». Dalla Birreria l’altro punto di vista: «Venite qua: quando ci dicono “accidenti agli iti magrebini ci minacciano...». Il mondo globalizzato è bello: ma se ci sono i soldi. Altrimenti puzza, sporca, vive di stenti e c’è sempre un altrove dove deve andare. —


 

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