Italia
Nessun sindaco disobbedisce Verona: ma Salvini venga qui
Il primo cittadino di Stazzema invita il ministro a una tavola rotonda a Sant’Anna Solo il primo cittadino di Pietrasanta plaude convinto all’atto del governo
Il decreto sicurezza, dice, «è condivisibile per il 90 per cento». «Ma poi – dice Maurizio Verona, sindaco di Stazzema – scivola e calpesta completamente i diritti umani». Stabilisce cioè il divieto di iscrizione all’anagrafe cittadina per i titolari di permesso di soggiorno per richiesta d’asilo. Alcuni sindaci di area dem, a partire da quello di Palermo, Leoluca Orlando, hanno annunciato che non applicheranno la norma. Una disobbedienza civile che però non verrà accolta dai sindaci versiliesi (non subito almeno). In compenso Verona ha rilanciato la protesta a modo suo, organizzando in quattro e quattr’otto una tavola rotonda sul provvedimento, a Sant’Anna, il 27 gennaio, giorno della Memoria, e invitando il ministro Salvini, il sindaco di Palermo e quello di Firenze, Dario Nardella (anche lui ha aderito alla protesta). «Faccio il sindaco in un territorio dove i diritti sono stati calpestati, dove le persone si erano rifugiate credendo fosse sicuro e dove invece hanno trovato la morte. Il ministro venga a prendere una lezione dai superstiti».
A Seravezza il consiglio comunale ha approvato una mozione contro il decreto. «Vedremo che iniziative prendere», dice il sindaco Riccardo Tarabella. Il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, si dice «preoccupato perché credo che genererà clandestinità invece che sicurezza. Valuterò su eventuali casi concreti se aderire alla protesta. Il rischio è di vedere scomparire dal radar una parte di popolazione che non avrà la possibilità di tornare nel proprio paese pur essendone obbligata, ingenerando pericolosi buchi neri sia dal punto di vista dei diritti ma anche di quello del controllo».
Per il sindaco del Forte, Bruno Murzi, «il decreto è una legge dello Stato e come tale, un sindaco è tenuta a rispettarla e applicarla. Se lo avessi scritto io, certamente lo avrei fatto in modo differente, tenendo conto che l’accoglienza e l’integrazione sono due principi fondamentali per ciascuno di noi. È anticostituzionale? Mi auguro che gli organi preposti lo decidano in tempi brevi in modo da trasmettere le direttive».
Non si sbilancia il sindaco di Massarosa, Franco Mungai: «È una legge della Stato va rispettata». Favorevole invece quello di Pietrasanta Alberto Giovannetti: «Ben venga tutto quello che migliora la sicurezza sul territorio. Le persone chiedono più sicurezza e questo decreto è una risposta. La protesta del Pd è solo una strumentalizzazione».
A fine serata anche il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, interviene sostenendo che «le leggi si rispettano sempre» ma il «provvedimento è assolutamente da cambiare e lo affermerò in tutte le sedi e in tutte le occasioni in cui mi verrà data la possibilità di farlo. Questo decreto produce nei fatti più insicurezza e illegalità di quella che vorrebbe ridurre nelle intenzioni» e «non tutela i diritti delle persone». —
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