Il Tirreno

Versilia

Il Parco ottiene i fondi per il Piano delle cave atteso da vent’anni

T.B.G.

Putamorsi: «Finalmente faremo progetti e diminuiremo del 30% le zone estrattive» 

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la sVOLTA

Il Parco delle Alpi Apuane è riuscito ad aggiudicarsi 267 mila euro sul bando regionale Psr (Piano sviluppo rurale 2014/2020). Serviranno per pianificare tutte le attività che si svolgono all’interno dell’area protetta – economiche, sociali e turistiche – e in particolare le aree estrattive. Una misura attesa dal ’97, quando la pianificazione dei siti di cava all’interno del Parco iniziò. «Abbiamo partecipato al bando – spiega il presidente Alberto Putamorsi – con l’intento di recuperare risorse per definire il piano per il Parco ci siamo riusciti e adesso dovremo avviare la pianificazione delle aree estrattive in zona Parco. Il mio obiettivo è di ridurle di circa il 30% come ho già più volte avuto occasione di dire».

Il piano integrato avrà quindi il compito non facile di governare un territorio in cui convivono aree naturali (identificate come aree parco) con attività a basso impatto ambientale, e aree estrattive (identificate come aree contigue zone di cava), spesso intercluse alle aree parco. «Oggi – annuncia Putamorsi – abbiamo l’opportunità dopo vent’anni di intervenire e pianificare le aree estrattive. Non nella quantità di marmo da escavare, materia questa di competenza della Regione Toscana, ma nella definizione delle aree da dedicare all’estrazione. Pianificando e programmando. Un’opportunità che definirei storica perché fino ad oggi abbiamo solo dovuto governare le attività estrattive e non pianificarle».

La pianificazione dell’ente Parco infatti si divide – idealmente – in due strumenti: il piano per il Parco e il piano integrato del Parco. Il primo è lo strumento che disciplina la aree naturali, e, ad esempio, le ha suddivise in base al diverso grado di protezione con specifici vincoli e specifiche direttive per le aree contigue. Il consiglio direttivo del Parco (con deliberazione n. 21 del 30 novembre 2016) ha mutato i confini delle aree naturali e tutelate. Ma non ha modificato quelli relativi alle zone di cava (ovvero estrattive).

Queste ultime, che interessano gli industriali del marmo, fino alla approvazione del piano integrato per il parco, resteranno quelli individuati dalla legge regionale 65 del 1997, e restano prive di piano e di regolamenti. Ecco appunto che è attesa, adesso, una manovra importante di cui sentiremo di nuovo parlare. Tuttavia, per partire ufficialmente con questa operazione occorre ricevere l’atto di avvio del procedimento da parte della Regione Toscana.

Il Parco lo ha chiesto nel 2017. Ma intanto il Parco avvierà la procedura preparatoria indagando area per area, studiano e verificando le zone sotto il profilo ambientale avendo come priorità la salvaguardia delle falde idriche e indagando dal punto di vista giacimentologico. Il piano integrato per il Parco dovrà essere completato entro il 31 dicembre del 2021. —

T.B.G.

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