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L’esperto: «Grave anche fosse il 5% perché l’alcol ai minori è vietato»
Emanuele Palagi: corsi per insegnanti della Versilia e incontri richiesti al Sert dai catechisti di Camaiore e destinati alle famiglie
Lo psicologo
Alcol molecola tossica, perché - è l’Istituto superiore di sanità a scriverlo - l’etanolo non può essere scomposto in sostanze più tollerabili: «Però non si può dire. Perché altrimenti si è tacciati di proibizionisti», sottolinea Emanuele Palagi, psicologo, collaboratore del Sert, promotore del Comitato “Non la bevo”, impegnato da anni nell’attivi di informazione e prevenzione sulle e delle dipendenze. In particolare quando si tratta di giovanissimi, come quelli presi in considerazione dallo studio che pubblichiamo in questa pagina: «Il dato sarebbe alto anche se fosse il 5%», sottolinea con forza Palagi: «Perché i minori per legge non devono avere accesso alle bevande alcoliche». Ed allora la domanda diventa pesante e richiama tutti al proprio ruolo: «Ma chi ha la responsabilità di questa illegalità? Gli adulti o gli adolescenti?».
Adolescenti destinati a diventare giovani adulti dipendenti dalle sostanze, quali che siano. Lo scenario tracciato dall’esperienza dello psicologo disegna una realtà in cui «l’alcol è un lubrificante sociale, le canne sono lo strumento per rilassarsi e la cocaina è sostanza perfomante». Anche se si hanno meno di 25 anni, minori compresi. Ed in questo panorama, continua lo psicologo, «mi spaventa più di qualsiasi altra cosa il concetto di normalità. Ho incontrato un giovane, sui 20 anni, di recente. Mi ha detto che ogni fine settimana arriva a casa talmente ubriaco da svenire. Aggiungendo “lo fanno tutti i miei amici”. Ecco, questo mi spaventa sul serio».
Come pure lo scorso anno, a febbraio grazie al Sert si ripete il ciclo di formazione per insegnati delle scuole superiori e medie inferiori della Versilia. E, novità del 2019, «i catechisti di Camaiore ci hanno chiesto un momento di informazione per genitori e catechisti». Il che significa rivolgere lo sguardo all’età che precede l’adolescenza: «Se ci occupiamo di adolescenti in adolescenza», sottolinea Palagi, «è già troppo tardi».
Lo scorso anno Palagi ricorda di aver incontrato «più di duemila ragazzi negli incontri promossi dalle scuole. Ma è necessario che l’informazione si trasformi in conoscenza. Ed in questo devono aiutarci le famiglie».
Genitori che oggi, sottolinea lo psicologo, «accudiscono più che educare». Ed alzi la mano chi, con figli più o meno grandi, non ripete come un mantra quotidiano “hai mangiato?-vai piano- copriti”, ritenendo di aver esaurito così il proprio compito di genitori. Con il risultato, inevitabile, che si sommano silenzi a silenzi, o a parole vane. Finendo per diventare per gli adolescenti solo un «fastidioso rumore di sottofondo», per dirla con le parole con le quali il pediatra ed educatore Marcello Bernardi definiva il continuo gridare messo in atto da alcuni genitori. —
Donatella Francesconi
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