Il Tirreno

Versilia

il caso 

Cenone da 120 euro al Principino tre le contestazioni dei clienti

Donatella Francesconi

Al momento dello spumante la scoperta: bottiglia da 6 euro Gli organizzatori: «Non c’è stato disservizio e la cifra comprendeva anche il dopo cena»

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VIAREGGIO. «Ero in sala, dove si teneva la cena di gala, e non mi sono accorta di niente, ne il mio personale mi ha fatto presente il fatto che vi fossero problemi»: così Sabrina Ponti, responsabile eventi al “Principino” (per la società “Raja”), risponde al “Tirreno” in merito alle proteste per la qualità della serata organizzata per il Capodanno. Una lunga fila all’ingresso (al freddo) per saldare le somme dovute (120 euro la cena e 60 il buffet), disservizi nel pagamento («sono arrivato in fondo alla coda e mi hanno detto che dovevo ricominciare perché avevo sbagliato fila»), tavoli non stabili in sala (c’è chi ha fatto il video), ed ancora «due bottigliette d’olio, quasi vuote, per tutta la sala», «cotechino e lenticchie arrivati dopo il dolce e non serviti a tavola», «la frutta che non è arrivata perché ci è stato spiegato è stata servita al buffet dove c’erano tante persone». Proteste che si sono materializzate anche in sala «dove più di una persona è sbottata nel corso della cena» e dove - all’arrivo della bottiglia per il brindisi «più di un commensale ha fotografato l’etichetta e cercato la marca su Internet, scoprendo che il costo era di 6 euro».

Nei 120 euro - spiega Ponti - «erano compresi anche i 35 della serata dopocena e 10 dei drink sempre per la serata». Il che significa, insomma, che il servizio ristorazione del rinato Centro congressi, oggi in mano privata, in realtà ha preparato una cena da 75 euro: «Se avessimo fatto la scelta per un appuntamento “Top level” è chiaro che non avremmo avuto 440 persone a cena sul totale delle due soluzioni offerte», sottolinea Ponti. La quale aggiunge: «Lo spumante, in questi casi, è spumante commerciale». E la frutta «non era frutta ma un “trionfo di mandarini”, che è simbolico, per sciacquarsi un po’ la bocca». Ed infine, la considerazione per cui «quando c’è tanta gente non puoi piacere a tutti. Ma abbiamo fatto delle verifiche dopo la segnalazione del “Tirreno” e sono contenta di avere avuto un 95% di clienti soddisfatti».

Qualche problema, ammette Ponti, si è effettivamente verificato al momento dell’ingresso: «Attraverso i Pr ed il nostro personale avevamo fatto sapere di arrivare alle 19,30 ed avevamo messo a disposizione delle attività per ingannare l’attesa». Ma alzi la mano chi inizia la cena dell’ultimo giorno dell’anno, destinato a terminare all’alba, a quest’ora...

«Se c’è stato qualche disservizio ci scusiamo», conclude Sabrina Ponti: «So che il personale, preparatissimo, è stato davvero a disposizione di tutti coloro che si sono messi a tavola». Anche con l’offerta di bottiglie di champagne ai clienti che hanno protestato pubblicamente e con maggior veemenza, contestando il servizio rispetto alla cifra pagata. —

Donatella Francesconi

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