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L’allarme di Fiom e Uilm: Benetti non lasci Viareggio

Donatella Francesconi
L’allarme di Fiom e Uilm: Benetti non lasci Viareggio

Dopo l’ultimo incontro sindacale cresce la paura che Livorno diventi prevalente «Le comunicazioni fornite ci lasciano più incertezze che rassicurazioni»

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Natale di incontri sindacali per la nautica targata Azimut Benetti. «Il 26 dicembre», scrivono i sindacati Fiom-Cgil provincia di Lucca e Uilm-Uil Area Nord Toscana, «si è tenuto l'incontro tra la Rsu, le organizzazioni sindacali e la direzione aziendale dei due brand Azimut e Benetti. Ed ancora una volta la richiesta da parte del sindacato di dare certezza alle produzioni dei siti di Viareggio è stata disattesa». Posizione dura, quella dei sindacati che da tempo denunciano il rischio di una desertificazione delle attività di Benetti su Viareggio, a favore di quella Livorno che ha visto poco prima di Natale il varo di uno dei tre 107 metri, vanto del nuovo corso dell’azienda che punta alla costruzione dei giga yacht.

«L'azienda da alcuni mesi ci appare come priva di un indirizzo preciso», continua la nota dei due sindacati metalmeccanici: «E le indicazioni che ci sono state fornite ci lasciano un senso di inquietudine che abbiamo ritrovato anche fra i lavoratori durante l'assemblea della scorsa settimana. Mentre per il marchio Azimut ci sono buone premesse produttive con nuovi modelli e molti ordinativi, tali da garantire una crescita per Viareggio, per il versante “storico” - ovvero Benetti - le comunicazioni fornite ci lasciano più incertezze che rassicurazioni. Infatti il numero di imbarcazioni da costruire a Viareggio sia per qualità che per modelli risulta ridotto al lumicino e la direzione ci ha comunicato che intende spostare buona parte della produzione a Livorno».

Dall’azienda non c’è risposta, per il momento, alla presa di posizione sindacale. Dal poco che trapela tra le banchine si apprende che la produzione di un’imbarcazione sarebbe effettivamente stata spostata su Livorno per una razionalizzazione di spazi e costi.

«Il proposito, che non ci piace per niente», questa la posizione di Fiom ed Uilm, «sarebbe quello di spostare a Livorno anche la produzione storica viareggina delle imbarcazioni in vetroresina. Il che ci fa intuire, da qui ai prossimi tre anni, l'idea di un sostanziale smantellamento della produzione ed una dismissione delle peculiarità e delle professionalità che hanno fatto la storia di Benetti nel mondo. A tutto ciò si aggiunge l'incertezza data dalle continue voci di uscita di alcuni dirigenti storici, prima allontanati, richiamati e poi nuovamente allontanati, fin qui decisivi per l'azienda dal punto di vista commerciale e produttivo».

Inevitabile il riferimento a quell’iter di vendita del “ramo” Benetti che non era stata esclusa da Vincenzo Poerio, l’ad di Benetti che ha recentemente lasciato l’azienda. «Altre voci sulla vendita dell'azienda, smentite pubblicamente dal patron Vitelli in occasione del recente varo di un giga yacht a Livorno», così concludono i sindacati, « reano perplessità ed incertezza. Insomma, una situazione che necessita di chiarezza e di una prospettiva che solo un piano industriale può dare, un piano che l'azienda ci dice di non essere in condizione di fornire. Nel mese di gennaio cercheremo di aprire un nuovo tavolo di sviluppo con la Regione affinché siano chiariti gli obiettivi e gli scenari del maggior costruttore mondiale di imbarcazioni da diporto del mondo. Ne va di migliaia di posti di lavoro e di decine di imprese del nostro territorio e della nostra regione». —





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