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Volontariato in agitazione «A rischio molti servizi»

Melania Carnevali
Volontariato in agitazione «A rischio molti servizi»

Le associazioni locali criticano la legge di Bilancio che prevede il raddoppio dell’Ires «Così i soldi per le ambulanze o per i presidi notturni finirebbero allo Stato»

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viareggio. «Con il taglio delle agevolazioni Ires molti servizi rischiano di saltare. Siamo gli unici presidi aperti h24, apriamo le porte d’inverno ai senzatetto: se i soldi bisogna darli allo Stato, ne rimangono meno per i poveri». Aldo Intaschi, coordinatore delle Misericordie della Versilia, come tutto il mondo del volontariato locale, critica il maxiemendamento alla Manovra approvato al Senato e in arrivo oggi alla Camera, che prevede il taglio del regime agevolato di tassazione per il terzo settore con il raddoppio dell’Ires dal 12 al 24%. Una norma che, in altre parole, ha messo sullo stesso piano una multinazionale da 100 stabilimenti a un servizio di ambulanze. E la cosa ha creato non pochi imbarazzi. Anche nel governo, dove ieri sono arrivati i dietrofront: «Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato ed è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. Va cambiata al primo provvedimento utile», ha detto il vicepremier Di Maio. «Garantisco l’impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi», promette invece Salvini.

Ma per le associazioni locali, per il momento, carta canta e dice che il mondo delle tutte colorate rischia di essere tassato come una catena di vestiti di lusso. «Questo andrebbe ad incidere sulle risorse finanziarie dell’associazione e nel nostro caso la raccolta per l’acquisto della nuova ambulanza servirebbe a finanziare anche una parte di tasse, che già paghiamo, in modo ancora più gravoso», commenta Carla Vivoli, presidente della Croce Verde di Viareggio.

«Vanno a colpire proprio quel settore che si occupa di incendi, di terremoti, di emergenze. Quelle persone che ora sono sotto l’Etna accanto alle famiglie– continua Aldo Intaschi –. La protezione civile senza le associazioni di volontariato sarebbe amputata».

Anche Paolo Giannarelli, presidente della Croce Bianca di Querceta, appoggia la protesta delle pubbliche assistenze. «Non si può che essere solidale su questa tema importantissimo». Più possibilista, ma comunque preoccupato, è Vasco Franceschi, figura storica della Croce Verde di Forte dei Marmi: «Aspettiamo di leggere il testo. I ministri hanno annunciato anche una modifica. Vediamo. Certo è che penalizzare ancora di più le associazioni di volontariato – commenta – mi sembra inaccettabile. Se ci fossero dei casi di associazioni che si spacciano di volontariato e non lo sono può essere giusto. Ma la maggior parte delle associazioni sopravvive grazie agli introiti delle pompe funebri, perché non prendono finanziamenti. Andiamo avanti grazie ai volontari». Solo la Croce Verde dà lavoro a 7 persone ai quali si aggiunge un plotone di 60 volontari («sulla carta, poi attivi saranno una decina»), che si occupano dei servizi per anziani, dei disabili, delle emergenze.

Se il raddoppio sarà confermato, le associazioni protesteranno; questo è certo. «Siamo tradizionalmente abituati a prestare il nostro servizio in silenzio – commenta il presidente regionale della Misericordie, Alberto Corsinovi –, un tempo i nostri volontari portavano aiuto con il cappuccio per restare anonimi, ma stavolta sentiamo l’obbligo, come più antica associazione di volontariato, di lanciare un grido di protesta». —

Melania Carnevali

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