Il Tirreno

Versilia

Riccardo Gaddi è il nuovo direttore del Parco regionale

S.T.

Responsabile della protezione civile toscana  entrerà in aspettativa per questo incarico 

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LA NOMINA

Dopo aver fatto il pendolare per una vita intera, Riccardo Gaddi torna a casa. Negli ultimi anni, ogni mattina, per guidare la protezione civile regionale saliva sul treno a San Rossore. Ora il presidente Giovanni Maffei Cardellini lo ha chiamato per guidare sì San Rossore, ma il Parco regionale, che comprende anche Migliarino e Massaciuccoli. «Sono i luoghi in cui ho vissuto – racconta il direttore – e anche lavorato, visto che ho diretto la Provincia di Lucca». La scelta è stata presa sabato 22, mentre il colloquio c’è stato venerdì. «Con il presidente c’è stata subito un’ottima intesa – dice – altrimenti non avrei lasciato la protezione civile. Che idee ho? Le ho, ma prima voglio leggere le carte. Ho tanta voglia di lavorare».

Fino al 31 dicembre rimarrà in carica il responsabile facente funzione, l’architetto Enrico Giunta, direttore del Parco della Maremma. Anche lui aveva preso parte alla selezione, ma per motivi familiari ha preferito tornare a casa, nel Grossetano. La rosa finale – individuata dalla commissione presieduta dall’avvocato Pietro Pescatore, vicesegretario generale del Comune di Pisa – era di sette nomi. E Cardellini ha scelto Gaddi. «L’esperienza di Giunta – spiega il presidente – e la sinergia col Parco della Maremma renderanno forte il sistema verde della costa». Il responsabile della protezione civile a giorni entrerà in aspettativa da Firenze.

Alla selezione si erano presentati in 44: oltre a Gaddi e Giunta c’era l’ex dirigente della Provincia e segretario del Pd pisano Giovanni Viale, l’amministratore unico di Sepi Michele Passarelli Lio, l’ex dirigente della direzione urbanistica del Comune di Pisa Dario Franchini e la dirigente del Comune di Pietrasanta Manuela Riccomini. Insieme a loro David Belfiori (direttore della Riserva naturale Ripa bianca di Jesi), Massimiliano Scotti (dirigente dell’Unione Montana dell’Esino Frasassi), Andrea De Giovanni (direttore Ente di gestione del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo), Fabio Vallarola (direttore dell’area marina protetta Torre del Cerrano), Willy Reggioni del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e Vitantonio Nino Martino, direttore del Parco Dolomiti Bellunes. Poi c’era l’ex consigliere e guardia del Parco di San Rossore, Mariano Tramontana. E altri tecnici come il geologo ennese Salvatore Palascino, il responsabile dell’Ufficio botanico del Parco della Majella, Luciano Di Martino, il geologo marchigiano Ugo Cittadini, l’esperto di aree protette Ciro Amato, il presidente del Centro sperimentale per il vivaismo di Pistoia, Renato Ferretti e il biologo Renato Semenzato. Poi Francesca Giannini, Paolo Benedetti, il ricercatore in diritto costituzionale Fabio Ratto Trabucco, Marco Favaro, Eliana Caramelli, Vita Di Blasi, Riccardo Ceccarelli, Alberto Marianelli, Ferruccio Masetti, l’agente forestale Erio Sbaragli, Vincenzo Dibenedetto, Andrea De Giovanni, Filippo Favilli, Fabio Vallarola, Paolo Angelini, Michele Zanelli, Enrico Giuseppe, Aniello Onorati, Vito Mazzarone, Giovanni Buccomino, Gaetano Riviello, Leonardo Petri, Marco Barone, Giovanni Vultaggio, Gabriella Pagano e Giuseppe Vitiello. — S.T.



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