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la disavventura  

Arrivano in stazione ma l’uscita è chiusa Bloccati per mezz’ora

Tiziano Baldi Galleni
Arrivano in stazione ma l’uscita è chiusa Bloccati per mezz’ora

Sono tornati da Equi Terme 40 minuti dopo la chiusura delle porte Rfi: «C’è stato un errore di comunicazione con le guardie giurate»

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Doveva essere un rientro speciale, a conclusione di una giornata altrettanto speciale. Di quelle in cui rimani incantato dall’esperienza trascorsa. Il presepe vivente di Equi Terme, il viaggio suggestivo sul treno a vapore e il cibo buono. Ma la soddisfazione è stata sopraffatta da un imprevisto e, soprattutto, dal freddo.

Una quarantina di persone mercoledì notte sono scese dal trenino alla stazione di Querceta e sono rimaste bloccate per mezz’ora fra la ferrovia e le porte sbarrate della stazione. «Un errore di comunicazione» si è giustificata Rete ferrovie italiane, scusandosi con i passeggeri. Da qualche mese, infatti, il terminal di Querceta viene chiuso di notte, per motivi di sicurezza, dopo il passaggio dell’ultimo treno. Ma per Santo Stefano l’ultima fermata, eccezionalmente, era quella del treno a vapore. «A mezzanotte e 40 – racconta Chiara, che ha partecipato alla gita con la famiglia – come da programma abbiamo fatto rientro a Querceta. Siamo scesi dal treno ma la porta di uscita era chiusa. Siamo rimasti tutti bloccati lì. Non potevamo neppure andare a destra e a sinistra dell’uscita, perché ci sono le barricate del cantiere di lavoro. Faceva freddissimo e fra di noi c’erano anche tre bambini».

Così sono partite le chiamate prima ai carabinieri («che sarebbero dovuti venire da Viareggio») e ai pompieri, che «però – ricostruisce la donna – senza il via libera dei carabinieri non potevano intervenire». Dopo 25 minuti di telefonate è arrivata una guardia giurata e ha liberato i passeggeri, quasi tutti residenti fra Seravezza, Forte dei Marmi e Stazzema.

I primi a scusarsi sono stati quelli dell’Associazione Presepe vivente Equi terme, tramite un loro volontario. Il treno è concesso dalla Fondazione Ferrovie dello Stato. Loro però non c’entrano con l’accaduto. Lo ha spiegato l’ufficio stampa di Rfi. «Probabilmente è stato un errore di comunicazione – dicono –. Non è arrivata correttamente l’informazione alle guardie giurate che si occupano della chiusura notturna. Lo fanno dopo l’ultimo treno in arrivo, che sia in orario o meno, o che si tratti di un treno straordinario come quello di mercoledì». —

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