Il presidio
Cocaina, alcol, eroina ecco la mappa delle dipendenze
Bastano cinque euro per comprare una dose di veleno L’sos dell’associazione Progetto Comunità Aperta
Cocaina, alcol, benzodiazepine ed eroina: la mappa della dipendenza, in Versilia, resta allarmante. A sottolinearlo, nel bilancio di fine anno, il Progetto Comunità Aperta, con sede in via Stagi, associazione operativa da anni e che segue circa centosessanta utenti.
«Anche se il dato più importante rimane quello sommerso, si tratta di persone sconosciute ai servizi che per vari motivi ne sono lontani» fanno sapere i referenti del Pca che aggiungono: «Nell’ultimo anno va però evidenziato il ritorno dell’eroina nel mercato dello spaccio minuto. Purtroppo la grave situazione in Afghanistan ha sicuramente favorito il mercato dell’oppio, che arriva nelle piazze delle nostre città a prezzi veramente bassi, si parla di cinque euro per una dose. Nel tempo è cambiata la modalità di acquisto e soprattutto di consumo, i tossicodipendenti - precisano dal Progetto Comunità Aperta - tendono sempre più a fumarla, ma non mancano quelli che ancora preferiscono iniettarla, anche se dal punto di vista della dipendenza non cambia assolutamente niente».
Per quanto riguarda «la nostra utenza (Versilia nord) la cocaina rimane al primo posto, spesso insieme all’alcol e al benzodiazepine: purtroppo, nonostante i nostri appelli, ci sono ancora medici compiacenti che continuano a prescrivere psicofarmaci senza controllo. A fronte di questo la strategia del Pca non può che essere la riduzione del danno, informazione e la prevenzione. Sono stati analizzati circa mille esami per la ricerca di metaboliti, circa cinquecento colloqui motivazionali, tra cui cinquanta contatti telefonici e distribuite un centinaio di siringhe nuove: va anche detto che per fare queste pratiche ci vogliono risorse economiche, che sempre più nel tempo si sono ridotte. Vale la pena ricordare il progetto “Mangi chi ha fame” - aggiungono dal Progetto Comunità Aperta - che nel corso dell’anno ha distribuito numerosi pacchi spesa e ancora lo sportello dedicato alla ludopatia: poche, in questo caso, le presenze, evidentemente parliamo di qualcosa che non è vissuto come una problematica».
Così come è un problema, serio, la situazione economica del Progetto Comunità Aperta. «Sul piano politico, a livello nazionale è sparita la conferenza nazionale sulle tossicodipendenza. In Italia manca, una struttura di allerta sostanze, che in caso di overdose, si possa analizzare la sostanza trovata per ricercare eventuali tagli mortali. A livello locale invece la situazione è rimasta invariata, la nuova amministrazione non ha dato seguito - fanno notare dall’associazione - al proprio programma di mandato. Il Progetto Comunità Aperta versa sempre in una situazione finanziaria precaria, ma anche strutturale, fu proprio il vice sindaco - Elisa Bartoli - all’indomani di una visita a dichiarare l’inadeguatezza della sede. L’azienda sanitaria locale, nonostante un anno fa avesse annunciato una manifestazione di interesse per questo servizio va avanti a forza di proroghe con le stesse condizioni economiche che per il servizio non bastano, tanto che aspettiamo il finanziamento dalla Regione Toscana che tarda però ad arrivare. Tuttavia - concludono i portavoce dell’associazione Progetto Comunità Aperta - rimaniamo fiduciosi che la situazione si possa risolvere quanto prima». —
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