Il Tirreno

Versilia

I 5 stelle vogliono che le spiagge vadano all’asta

La nota del Movimento: percorso graduale ma che alla fine porti a gare pubbliche 

2 MINUTI DI LETTURA





la polemica

Nessun compromesso sulla questione Bolkestein. I Cinquestelle della Versilia lo dicono chiaramente, a margine dell’accordo a livello nazionale – fatto anche con l’avallo del Movimento di Beppe Grillo – sui 15 anni di proroga alle concessioni balneari.

«La linea del M5S in Versilia e in gran parte della costa ligure-tirrenica è sempre la stessa da anni: libera impresa in libero mercato – si legge in una nota – Non esistono le condizioni, invece esistenti per il commercio ambulante, di riproducibilità della risorsa di cui parla la stessa direttiva servizi. Quindi un percorso graduale, e rispettoso degli investimenti effettuati, verso le evidenze pubbliche è l’unica strada percorribile. Non abbiamo bisogno di procedure d’infrazione o di altri contrasti con l’Unione Europea, abbiamo sempre detto che questa Europa va riformata, non distrutta. La confusione sollevata, come di consueto, da qualche politicante, serve solo a gettare fumo negli occhi agli operatori del settore, presi in giro da oltre un decennio e ancora oggi allettati da promesse ridicole e impraticabili. È finito il tempo dei portatori di interessi che scrivevano le leggi a loro uso e consumo, siamo in totale sintonia con il nostro portavoce alla Camera Riccardo Ricciardi che chiede chiarezza nella direzione politica, con attenzione alla nostra storia e ai nostri principi. Fa sorridere che proprio il centrodestra berlusconiano e leghista sia contro questi principi che sono la spina dorsale dell’Europa occidentale e della libertà d’impresa. Visto che si parla di spiagge - conclude la nota - cogliamo anche l’occasione per esprimere la solidarietà del M5S Pietrasanta e degli altri gruppi a Rossano Forassiepi, vittima di una delle tante querele». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera