Meteo
Si è evitata la beffa, ora si arrivi presto al verdetto
Non poteva finire così. L’annullamento della sentenza di primo grado per la presunta imparzialità del tribunale che l’ha emessa sarebbe stato una beffa. Una richiesta, quella formulata dagli avvocati difensori degli imputati, che è stata respinta dalla corte di appello di Firenze, dando il via al dibattimento. Che punta – così promette il programma delle udienze – ad arrivare il più rapidamente possibile al verdetto. Non basterà a evitare che alcuni dei reati contestati cadano in prescrizione ma almeno consentirà di fissare un altro punto fermo di questa lunga e dolorosa vicenda giudiziaria, per individuare e stabilire, prima dei colpevoli, le cause e le responsabilità del disastro ferroviario che ha provocato la morte di trentadue persone.
Questa resta la questione chiave che devono definire i giudici: ciò che è avvenuto dieci anni fa a Viareggio è frutto di un incidente imprevedibile (“spiacevole” lo definì l’allora amministratore delle Ferrovie Mauro Moretti) oppure è conseguenza di una serie di difetti e carenze del sistema ferroviario tali da non poter garantire un livello di sicurezza adeguato? Che è come chiedere: si può accettare l’idea che un treno possa deragliare in mezzo alle case e poi uccidere con il gpl trasportato dai suoi vagoni decine di persone (o migliaia come poteva accadere quella notte)?
Luciano Menconi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google