Italia
No al risarcimento milionario chiesto da Viviani al Comune
Il Tar ha respinto la tesi sostenuta dall’amministratore della Pietrasanta Sviluppo in veste di referente della società Immobiliare Diego per un terreno in via Iare
. Il Tar dice no alla richiesta di risarcimento danni, milionaria, di Claudio Viviani e in Comune si brinda in anticipo alle prossime festività natalizie. In ballo, infatti, c’erano due milioni di euro, in sostanza quelli reclamati dall’Immobiliare Diego, il cui referente è lo stesso Viviani: a innescare il tutto la modifica della destinazione d’uso, “certificata” dal regolamento urbanistico, di un terreno in via Iare sempre di proprietà dell’immobiliare in questione. Modifica da artigianale-industriale a commerciale-direzionale che, come da tesi di Viviani, aveva danneggiato l’azienda venendo meno, la possibilità di vendere e affittare alcuni capannoni. Da qui il primo ricorso di Viviani al Tar con lo stesso tribunale amministrativo regionale che aveva dato ragione all’imprenditore obbligando di fatto il Comune a fare marcia indietro nella destinazione urbanistica dell’area e ancora a rilasciare i conseguenti titoli edilizi. Viviani che, forte della prima sentenza, si è così di nuovo presentato davanti al Tar quantificando, come detto, in due milioni di euro il danno subito, ma in questo caso a prevalere è stata un’altra tesi, quella del Comune di Pietrasanta, difeso dall’avvocato Marco Orzalesi.
«Dal Tar mi attendevo, quanto meno, la nomina di un perito chiamato a stabilire la legittimità, o meno, della mia richiesta e dei danni denunciati. E invece è stata rigettato il tutto dichiarando di fatto, che non c’erano i presupposti. E comunque non sono né sorpreso né amareggiato: ho fatto i passi che dovevo fare – spiega Viviani – anche in virtù di una precedente sentenza. Di certo da quanto stabilito dal Tar non mi sento assolutamente tutelato: l’immobiliare Diego il danno lo ha subito e a mio avviso, come detto, si doveva entrare nel merito della questione dando seguito ad una perizia. Così non è stato e ne devo prendere atto. Premesso questo – prosegue Viviani – non è mia intenzione fermarmi qui: parlerò con l’avvocato, leggeremo attentamente le motivazioni e, se possibile, andremo avanti presentando un nuovo ricorso al Consiglio di Stato e, non lo escludo, anche alla Corte Europea. Voglio che sia riconosciuto un principio che è poi quello che un’impresa privata, se danneggiata da un qualsiasi ente, va risarcita: che siano 10 euro o 2 milioni di euro, che servano 2 anni o 30 è fondamentale che venga appunto rispettato questo principio. Certo, alla luce di quanto sentenziato, la fiducia nei tribunali, da parte del sottoscritto, è veramente poca». Fin qui Viviani che, dunque, non esclude di portare vanti in altre sedi le proprie istanze. Per un’azione definita da più parti politicamente ed eticamente imbarazzante visto che Viviani, come noto, è anche amministratore unico della Pietrasanta Sviluppo, la società patrimoniale del Comune. —
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