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Versilia

il disastro ferroviario di andria e corato 

Il Gup: tutti a giudizio per lo scontro in Puglia

Il Gup: tutti a giudizio per lo scontro in Puglia

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VIAREGGIO. «Non si può morire così», furono le parole emozionatissime di Anna Aloysi, arrivata a Viareggio dalla Puglia, il 29 giugno scorso, per sfilare insieme ai familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio, con un pezzo di cuore al ricordo delle vittime del disastro sui binari di Puglia, quello di Andria e Corato. Dodici luglio 2016, 23 morti, e tra questi anche Maria Aloysi, sorella di Anna, e 51 feriti. Ieri - mentre a Firenze si decidevano le sorti del processo d’Appello per il disastro ferroviario del 2009 a Viareggio, a Trani il Gup Angela Schiralli ha rinviato a giudizio 17 persone e la società Ferrotramviaria Spa, coinvolti nell'incidente ferroviario di Puglia. Il processo inizierà il 28 marzo davanti al Tribunale collegiale di Trani.

La Procura (per la quale hanno lavorato anche il personale Polfer del Nucleo operativo incidenti ferroviari, nato dopo il disastro di Viareggio, e tre consulenti coinvolti a vario titolo nella vicenda toscana) aveva chiesto il processo per 18 persone tra dipendenti, dirigenti e vertici di Ferrotramviaria, responsabili del ministero dei trasporti e dell'Ustif (organo del Mit che si occupa delle tratte in concessione). I reati contestati sono: disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Finisce a processo, in qualità di persona giuridica, la società Ferrotramviaria. Solo una dirigente del Mit ha scelto il rito abbreviato, fissato il 14 marzo. Sono costituiti come parti civili la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, le associazioni Acu e Anmil, i parenti delle vittime e i viaggiatori coinvolti. Ferrotramviaria e ministero sono stati ammessi come responsabili civili. —

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