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Addio a Giorgio Galli: con il fratello Arnaldo ha segnato un’epoca

M. T.
Addio a Giorgio Galli: con il fratello Arnaldo ha segnato un’epoca

Trionfarono al Carnevale per tre volte di fila negli anni ’80 Genio dei movimenti, rese possibile la cerimonia di Italia 90 

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VIAREGGIO. La città e il Carnevale piangono la scomparsa di Giorgio Galli, 90 anni, esponente della nota dinastia della cartapesta: era il fratello più giovane di Arnaldo e di Renato. «Un artista della cartapesta ed autentico genio dei movimenti», lo omaggia la Fondazione.

Giorgio Galli era proprietario di un negozio dove si vendevano e si riparavano biciclette: negli anni Cinquanta entrò nel mondo della cartapesta. Le sue grandi conoscenze tecniche e le sue innovazioni furono decisive per i movimenti dei carri, al punto che ancora oggi vengono utilizzate da tutti i costruttori.

Con il fratello Arnaldo Galli il sodalizio professionale più lungo e fruttifero. Del 1984 i nomi dei due compaiono assieme al Carnevale e fanno man bassa: si aggiudicano i primi premi con “Piangerò domani” nel 1985, con “I rompi… balle” nel 1986 e “Un punto più del diavolo” vincitore nel 1987, più due carri secondi classificati: “Ti prego ridi pagliaccio” del 1984 e “I grandi rischi” del 1988. Anni felici, ma funestati dalla scomparsa del terzo fratello, Renato, nel 1986.

«Giorgio Galli è considerato un rivoluzionario nella carpenteria del Carnevale – si legge nella nota della Fondazione – Non solo perché introdusse il ferro anche nei movimenti più piccoli e particolari; grazie alla sua genialità e abilità tecnica, fu possibile il famoso super carro “Guerra e pace”, da tutti conosciuto come “La bomba”, firmato dal fratello Arnaldo nel 1973, per celebrare i primi cento anni del Carnevale di Viareggio».

Giorgio Galli, inoltre, contribuì all’invenzione di quel meccanismo semplice, ma efficace, che permise ai famosi 24 palloni in cartapesta di aprirsi insieme, durante la cerimonia di inaugurazione dei Mondiali di calcio di Italia 90, in mondovisione. Una cerimonia indimenticabile, sicuramente uno dei momenti più belli di un Mondiale che per altre cose – leggi anche il terzo posto finale – lasciò a desiderare.

«Durante la sua carriera lavorativa – prosegue la Fondazione – Giorgio Galli ha messo la sua creatività e la sua sapienza a disposizione di molti costruttori, oltre ai fratelli Renato e Arnaldo, al nipote Fabrizio, e a Gionata Francesconi». Commosso il ricordo del nipote Fabrizio Galli: «È stato uno dei più grandi costruttori del Carnevale dal punto di vista strutturale. Grazie a lui è stata possibile una vera rivoluzione tecnica. Non posso dimenticare quando, nel 1990, venne ad aiutarmi negli ultimi dieci giorni di lavoro per il mio primo carro». —

M. T.

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