Il presidio
Il Comune fa cassa con le cave Più 170mila dalla tassa marmi
Incominciano a vedersi i frutti della legge regionale sul lapideo che ha ritoccato il contributo che le ditte devono versare agli enti per il materiale estratto
Con la legge 25 del 2015 – Disposizioni in materia di cave – la Regione aveva aumentato il contributo che le ditte di marmo devono pagare per l’estrazione. Si calcola in percentuale sul valore di mercato dei quantitativi di marmo estratto. Era stata raddoppiata dal 5, 25% al 10, 5%. Ma è solo da quest’anno che le finanze del Comune di Seravezza hanno risentito di questo innalzamento. Ci sarà un incasso calcolato di 390 mila euro, rispetto ai 220 mila del 2017.
Il motivo di queste maggiori entrate è legato esclusivamente al contributo di estrazione, come hanno chiarito dall’ufficio comunale. Non da un numero maggiore di blocchi di marmo cavati dall’Altissimo, da Trambiserra, dal monte Costa o da Castellina ad Arni (i luoghi in cui si trovano le cave attive a Seravezza). Il Comune, già dall’anno scorso (e ha proseguito nel 2018), ha applicato una serie di recuperi nei confronti delle aziende che avevano versato un contributo pari solo alla precedente percentuale di 5,25%. Alcune ditte avevano hanno pagato spontaneamente, altre dopo il sollecito da parte dell’ente, e si sono messe in pari.
Ci sono poi imprese che, nonostante il sollecito, non hanno versato la maggiore contribuzione e ci sono in atto dei contenziosi. Una situazione che non rende semplice neppure per gli uffici comunali prevedere con precisione gli incassi di anno in anno. Anche Il Tirreno, ad ottobre, aveva scritto che il Comune avrebbe avuto minori introiti dal marmo. In realtà era soltanto una correzione contabile. È nell’ultimo consiglio comunale, con l’ultima variazione di bilancio, che si è previsto una maggiore entrata di 30 mila euro rispetto ai 360 mila euro calcolati a giugno. Di questa somma, come stabilisce la legge regionale, il 90, 5% rimarrà al Comune. Il 5% all’Asl “per la copertura delle spese per il soccorso interno all’attività estrattiva” e “il sistema di emergenza sanitaria”, e il 4, 5% alla Regione. È l’ente comunale a girare la quota alle altre istituzione, e se ricade – come Seravezza – all’interno dell’area protetta dovrà destinare uno 0, 5% al Parco delle Alpi Apuane.
La Regione ha indicato anche ai Comuni come devono usare le risorse relative al contributo del marmo. Principalmente «per gli interventi infrastrutturali, per opere di tutela ambientale e per altri interventi per la riqualificazione territoriale». C’è poi il «controllo delle attività di cava, compresa la relativa vigilanza». —
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