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No alle giostre alla Pam «Un’area non attrattiva per bimbi e adolescenti»
Confcommercio, Confesercenti e Cna chiedono al Comune un confronto sul regolamento per gli spettacoli viaggianti
VIAREGGIO. Confcommercio, Confesercenti e Cna protestano per essere state escluse dalla concertazione, prevista dalla normativa nazionale, per la collocazione delle giostre durante il periodo natalizio. Solo per vie informali, lamentano in una nota congiunta,. hanno appreso che «alcuni “fortunati” potranno montare l’attrazione in Piazza D’Azeglio, mentre altri saranno collocati alla Pam».
«La scelta non ci convince - si legge nel comunicato - perché non si riescono a comprendere i criteri di selezione delle aree e delle giostre da collocare nelle aree. Tra l’altro siamo ormai a ridosso delle festività, in un periodo in cui le attrazioni avrebbero già dovuto essere montate e attive. L’area della Pam, inoltre, è già stata testata lo scorso anno, senza successo; è una collocazione che non soddisfa né i giostrai né gli utenti, in quanto il contesto non è particolarmente attrattivo per bimbi e adolescenti».
Le giostre, che un tempo venivano collocate lungo la passeggiata e nelle zone limitrofe, secondo le tre associazioni non hanno mai costituito un danno per l’immagine e il decoro cittadino: «Anzi, riteniamo che queste istallazioni possano contribuire a rendere attrattiva tutta l’intera zona, soprattutto nel periodo delle festività natalizie. Non dimentichiamoci, inoltre, che queste giostre danno lavoro a numerosi operatori e alle loro famiglie, che ogni anno si ritrovano nell’incertezza del lavoro, per mancanza cronica di pianificazione e progettazione. Nei mesi scorsi questi stessi operatori avevano raccolto un migliaio di firme, tra cittadini e commercianti, favorevoli alla loro presenza, in quanto presidio importante in termini di sicurezza dell’intera zona».
Detto questo, Confcommercio, Confesercenti e Cna ribadiscono la disponibilità ad aprire un confronto generale sul regolamento per gli spettacoli viaggianti e sull’individuazione di un’apposita area attrezzata. «Viareggio, ad oggi, è i priva di un regolamento ad hoc, così come previsto dalla normativa nazionale - scrivono le tre associazioni - come si possono imporre decisioni così importanti, che riguardano la vita lavorativa di diverse famiglie, senza prima aver disegnato le norme che vadano a regolamentare le aree idonee per questo tipo di attività? Chiediamo, quindi, la possibilità di aprire a breve un tavolo di concertazione che vada a ridefinire in modo chiaro e univoco l’intero settore». —
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