Il presidio
Cammina lungo i binari, otto treni fermi
Allarme per un pedone vicino alle rotaie a Torre del Lago. I convogli sono rimasti bloccati quaranta minuti
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TORRE DEL LAGO. Quando il macchinista lo ha visto, ha azionato subito i freni e avvertito la centrale. «C’è un pedone lungo i binari». La centrale ha avvisato la polizia ferroviaria di Pisa, la quale ha mandato i suoi uomini sul posto per controllare. Nel frattempo otto treni sono rimasti bloccati, da e verso Pisa, per quaranta minuti almeno, in attesa di capire chi fosse quella persona e, soprattutto, che intenzioni avesse.
È successo nella mattina di martedì 11, a Torre del Lago, tra le 8 alle 8,40, fascia piena di pendolari, studenti già in ritardo per le lezioni universitarie, lavoratori con l’agenda mattutina piena di impegni. L’uomo stava camminando vicino ai binari, tra Migliarino e Torre del Lago. Ed è scattato l’allarme. «È intervenuta anche la Polfer perché non sapevamo che intenzioni avesse», spiegano da Ferrovie dello Stato attraverso l’ufficio stampa.
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Non sono passati nemmeno dieci giorni, da quando un 49enne viareggino, proprio in quella zona, è stato travolto da un treno mentre pedalava lungo la massicciata ferroviaria. Non si era accorto del convoglio che stava arrivando alle sue spalle. Ha sentito solo il fischio del macchinista e poi subito il colpo a quasi 160 chilometri orari dell’intercity 505, partito da Ventimiglia e diretto a Roma, che lo ha fatto volare per diversi metri, sbattere contro l’ex casetta del passaggio a livello e poi precipitare a terra, accanto ai binari caldi, a trecento metri di distanza dalla stazione di Torre del Lago dove i pendolari aspettavano i loro treni. Alla fine è rimasto gravemente ferito, ma vivo.
Diversamente andò a Mattia Musumeci, il 27enne travolto anche lui dal treno mentre pedalava lungo la linea ferroviaria La Spezia-Pisa. Era il 2016. Morì sul colpo sulle rotaie della Bufalina. Una zona maledetta, quella, sui cui sono stati fatti esposti, mozioni, appelli, indagini e contro-indagini.
Un viavai di pedoni. Zona di spaccio, ma anche di fungaioli e appassionati di passeggiate nel verde con i cani. Quei binari sono stati attraversati per anni, avanti e indietro, come fossero un campo di fiori, fino alla realizzazione da parte di Rfi – dopo la morte di Mattia Musumeci – di un muro di trenta metri anti-attraversamento. Un muro che ha limitato il traffico di pedoni, ma non lo ha interrotto. La cronaca lo ricorda.
L’ennesimo caso ieri mattina, quando intorno alle 8 è spuntato in fondo alla visuale del macchinista un uomo lungo i binari. Non è ancora chiaro cosa stesse facendo. Forse stava semplicemente passeggiando, attraversando i binari o chissà. Quello che è certo è che per quaranta minuti otto treni sono rimasti fermi, accumulando ritardi, anche per i pendolari. —
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