Il presidio
Morì dopo il ricovero al pronto soccorso, confermate le condanne
I giudici hanno respinto i ricorsi contro la sentenza della corte di appello che aveva ritenuto colpevoli di omicidio colposo due medici
QUERCETA. Terza e definitiva condanna per i medici imputati della morte di Rodolfo Giannotti, l’imprenditore deceduto a soli 49 anni di età il 22 febbraio del 2013 all’ospedale Versilia poche ore dopo il ricovero al pronto soccorso.
La quarta sezione penale della Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai due medici - Daniela Castellani e Luca Dellatomasina - che i giudici di primo e secondo grado hanno ritenuto colpevoli del reato di omicidio colposo. Confermando così la sentenza della corte di appello di Firenze che il 26 maggio dell’anno scorso ha condannato entrambi i dottori alla pena di sei mesi di reclusione, perché nella gestione del paziente che si era presentato la mattina all’ospedale lamentando un forte dolore al petto non avrebbero valutato correttamente e approfonditamente la radiografia toracica che avrebbe dovuto indurli a ulteriori e più accurati esami, come ad esempio una risonanza o una tac.
I due medici sono stati difesi dall’avvocato Graziano Maffei che ha presentato un’articolata e dettagliata serie di ricorsi alla corte di cassazione per chiedere l’annullamento della sentenza. Ricorsi che però, come detto, nono sono stati ritenuti fondati dai giudici.
Si chiude così una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria che ha visto i familiari di Giannotti (i fratelli e i quattro figli) costituirsi parte civile assistiti dall’avvocato Maragrazia Menozzi. Familiari che dopo quel lutto hanno dovuto affrontare anche quello per la morte di Roberta Bonci, la vedova di Giannotti, scomparsa un anno e mezzo dopo il marito a causa di una malattia che non le ha lasciato scampo.
Rodolfo era titolare della ferramente Giannotti a Querceta, Roberta era una maestra elementare che aveva lavorato sia a Querceta che a Camaiore. Se ne sono andati via per sempre, a distanza di pochi mesi, entrambi all’età di quarantanove anni.
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