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Tragedia di Ancona, il patron della Capannina: «Il popolo della notte è cambiato, bisogna tenere alti i controlli»
Viareggio, Gherardo Guidi ricorda la paura del 27 agosto 2017: «Non voglio che succeda mai più qualcosa del genere. Nei locali sempre ci sono sempre più schegge impazzite»
VIAREGGIO. «Il popolo della notte è cambiato – dice rammaricato Gherardo Guidi della Capannina – le immagini della tragedia nell’Anconetano mi rattristano e sono vicino alle famiglie dei morti e dei feriti. Mi rendo conto che la platea delle discoteche non è più quella di quando ho cominciato questo lavoro. Dobbiamo adeguarci e stare attenti».
La tragedia di Corinaldo, vicino ad Ancona, si è consumata all’una di notte tra venerdì e sabato nel locale Lanterna Azzurra, discoteca frequentata da tanti giovanissimi che erano in attesa del dj set del trapper Sfera Ebbasta. Qualcuno ha gettato nella folla dello spray urticante e nel fuggi fuggi generale sono morte sei persone.
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Quella dello spray al peperoncino sembra diventata una triste moda a cui anche la Versilia non è stata immune: anche alla Capannina, per la Befana di quest’anno e il 27 agosto dell’anno scorso era accaduto un episodio del genere, senza gravi conseguenze.
Durante quella serata alla Capannina qualcuno spruzzò dello spray al peperoncino nella folla mandato in ospedale in gravi condizioni quattro persone. Proprio per quell’episodio il patron del locale aveva deciso, all’indomani dei fatti, di intensificare i controlli, aumentando la sicurezza nel locale. «Dopo quell’evento sono rimasto scottato: non voglio che succeda mai più un episodio del genere. Alla Capannina abbiamo sempre dai dieci alle trenta persone che si occupano della sicurezza – spiega Guidi – potenziamo il personale a seconda dell’evento che ospitiamo. Ovviamente teniamo sempre alta la guardia perché queste persone che creano il panico sono schegge impazzite. Proprio la professionalità dei nostri addetti è stata la chiave per la sicurezza: non abbiamo avuto problemi gravi e in tutti gli episodi siamo riusciti a riprendere la serata».
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La nostra zona, storicamente luogo del divertimento, ha dovuto insomma non solo fare i conti con le norme sulla sicurezza, che negli ultimi anni si sono inasprite, ma anche con queste “mine vaganti” che possono provocare il panico anche nelle situazioni più impensate. «Siamo la discoteca con più posti autorizzati della Versilia - racconta il neo-titolare della Bussola Giuliano Angeli - e cerchiamo di dare il massimo nella sicurezza del locale. Siamo ovviamente vicini ai parenti delle vittime e ci rendiamo conto, nel caso venga confermata, di come l’imprenditore della discoteca abbia compiuto una leggerezza a far entrare più persone di quanto la legge glielo permettesse. Noi, per quanto ci riguarda, assicuriamo che nel nostro caso questo non accada mai: abbiamo controlli molto stretti all’ingresso e utilizziamo anche i metal detector. Purtroppo, per quanto un gestore si sforzi, certi episodi sono fuori estremamente imprevedibili ed è difficile riuscire a contrastarli sempre. L’impegno è costante e non abbasseremo la guardia».
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