Il Tirreno

Versilia

AL cinema comunale 

Tutto esaurito per Cuaron «Il mio film è come un viaggio»

Luca Basile
Tutto esaurito per Cuaron «Il mio film è come un viaggio»

Tantissimi applausi per la proiezione di “Roma” al teatro comunale «Non l’ho fatto per Netflix e la distribuzione nelle sale è stata eccezionale»

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PIETRASANTA. Definirlo emozionato forse è troppo: in fondo chi porta in dote 7 premi Oscar e il Leone d’Oro di Venezia è ben allenato ai plausi e agli abbracci di pubblico e critica. Un fatto però è certo: mercoledì scorso, al teatro comunale, a chiosa della serata, il regista Alfonso Cuarón mal celava una legittima soddisfazione nel vedere la sua gentecelebrarlo per avere firmato un film come «Roma» difficile, tormentato e che, nel bene e nel male, non lascia indifferenti. L’happening voluto dallo stesso Cuarón e da Netflix – che produce e distribuisce il lungometraggio – è stato vissuto come una festa, dai presenti, Con un teatro, esaurito in ogni ordine di posti – con tanto di lista di persone in attesa per subentrare in caso di rinuncia – che ha assistito silente ai 135 minuti di proiezione.

«Questo film – ha raccontato Cuarón dal palco – è come un viaggio nella mia memoria. Lo avevo immaginato proprio così: incentrato sulla figura di Cleo, una seconda mamma per me, su una fotografia in bianco e nero e, appunto, sulla memoria. Un film dove emerge il tema della solitudine presente in ognuno di noi? Credo che non ci sia alcun senso nella vita e penso, sinceramente, che tutti noi siamo soli. Se c’è una possibilità, però, per trovare appunto un senso nel nostro quotidiano, questa sta nella relazione affettiva».

Diverse le domande arrivate dal pubblico sul ruolo di Netflix e, di conseguenza, sulla polemica degli esercenti dei cinema spiazzati dalla programmazione del film sulla piattaforma e non nelle sale. «La creatività non si basa sui soldi e io non ho fatto questo film per Netflix – ha spiegato Cuarón – però posso dire che “Roma” è stato visto in questi giorni in 60 sale e che la distribuzione è stata fatta in modo eccellente anche se non convenzionale. È stata una buona esperienza e vedo che anche altri registi hanno firmato accordi con Netflix di recente” . Cuarón che poi ha svelato alcune’pillole’sul film. “Non avevo un titolo, alla fine ho pensato “Roma” , perché è il nome di un quartiere messicano. Gli attori? Tutti non professionisti, eppure bravissimi. Del resto il casting è durato quasi un anno. La scena finale in mare è stata possibile filmarla solo grazie alla realizzazione di un pontile provvisorio sopra il quale facevamo scorrere la cinepresa». —

Luca Basile

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