Il Tirreno

Versilia

operazione oro forte 

Nunzio Fiorentino respinge le accuse

Matteo Tuccini
Nunzio Fiorentino respinge le accuse

Ha deciso di rispondere alle domande del giudice I difensori chiedono che lui e il fratello tornino in libertà

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viareggio. Nunzio Fiorentino, 32 anni, arrestato – dopo essere tornato dagli Usa – assieme al fratello e ai genitori nell’operazione Oro Forte, ha deciso di rispondere alle domande del giudice Antonia Aracri. Respingendo tutte le contestazioni che gli sono state mosse nell’inchiesta di Procura, polizia e guardia di finanza.

Nella ricostruzione degli inquirenti le responsabilità di Nunzio sarebbero ridotte rispetto ai familiari. Il suo ruolo, nella gestione del Compro oro di Pietrasanta finito nel mirino di magistrati e forze dell’ordine, è quello di marito della titolare. Mentre l’altro Compro oro, quello di Viareggio, è intestato al fratello minore, Matteo Fiorentino, 29 anni. Nelle carte dell’inchiesta si afferma che Nunzio avrebbe proposto al padre di portare all’estero l’oro fuso, proveniente dai furti nelle abitazioni compiuti da una banda di albanesi e da altri ladri, nascondendolo in una cintura. Proposta che sarebbe stata respinta dal padre, perché ritenuta troppo rischiosa.

Di questo e di altro si è parlato nell’interrogatorio di ieri. Nel frattempo gli avvocati difensori della famiglia Fiorentino, Massimo Landi ed Enrico Marzaduri, hanno depositato la richiesta di revoca della misure cautelari per i due giovani: Nunzio è agli arresti domiciliari, mentre Matteo è in carcere.

L’operazione Oro Forte, un vero e proprio terremoto che ha colpito Viareggio e la Versilia – annunciato dal rumore di elicottero alle 5 del mattino – ha portato a 25 arresti, di cui 24 con destinazione il carcere, e una quarantina di indagati. Secondo gli inquirenti, a finire nella rete sono state due associazioni a delinquere: la prima sarebbe stata dedita ai furti in case e ville della Versilia, oltre che delle province di Massa e La Spezia; l’altra avrebbe goduto dei frutti di questi colpi, acquistando oro e gioielli rubati per poi rifonderli in un laboratorio abusivo a Piano di Conca, residenza della famiglia Fiorentino. A quel punto il prezioso fuso, dai Compro oro di Viareggio e Pietrasanta, sarebbe finito ad Arezzo dove sarebbe stato acquistato altri commercianti compiacenti. L’indagine, in nove mesi tra 2017 e 2018, avrebbe ricostruito un giro d’affari di mezzo milione di euro. La Guardia di finanza ha sequestrato immobili, tra cui una villetta a Stiava, e conti correnti riconducibili ai Fiorentino. A tirare le fila di tutto sarebbe stato Gennaro Fiorentino, 55 anni, assieme alla moglie Serena Cioni, 55, ai figli e al collaboratore Alessandro Iselli, 51. Tutti, ad eccezione di Nunzio, si trovano ora in carcere. —

Matteo Tuccini

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