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Marcucci svela il mistero della Pietà settecentesca ritrovata dopo 74 anni
Secondo l’ex amministratore e appassionato di storia potrebbe essere stata realizzata a Farnocchia o Vallecchia «Valore? Migliaia di euro»
SERAVEZZA. Non era destino che finisse dentro il bidone dell’immondizia. La statuetta di legno del compianto sul Cristo morto era invece destinata ad essere ancora un oggetto di culto. Così come lo fu per la comunità di circa 200 persone che abitavano a Cerreta San Nicola, nel ’700. La scultura lignea era rimasta lì dentro, nell’oratorio di quella bellissima altura della Versilia con vista mare, fino al ’44, quando la chiesa fu distrutta. E per settantaquattro anni il piccolo manufatto in legno – circa 72 centimetri di altezza per 75 centimetri di lunghezza, collocato su una base processionale anch’essa in legno con i fori delle aste per il trasporto a spalla – era sparito. Fin quando il caso ha voluto che riapparisse alla luce. Era su una pila di rifiuti nel giardino di una casa chiusa da tempo al Cerro Grosso di Strettoia. Fino a poco tempo fa «l’abitazione di Evidio Sacchelli, che fu sacrestano dell’oratorio di Cerreta San Nicola fino alla sua chiusura, nel 1944», spiega Ezio Marcucci, ex amministratore di Seravezza e appassionato di storia locale. A raccoglierla da quel mucchio è stato Giuseppe Bondielli, il confinante. L’ha salvata nonostante fosse ignaro del suo valore, sia storico culturale che affettivo. La scultura infatti si ipotizza sia stata scolpita da una delle botteghe di artigiani più famose dell’Alta Versilia nel XVIII secolo. Potrebbe essere, secondo Ezio Marcucci, «o la scuola di intaglio degli Orlandi di Vallecchia, o di Roberto Cipriani di Farnocchia». Deduzione avvalorata dal fatto che la scultura di Cerreta è analoga alla Pietà che si trova alla Misericordia di Seravezza. La statua è in legno di pero e si pensa anche possa avere un valore di qualche migliaia di euro. È stata mostrata in pubblico di nuovo per la prima volta una decina di giorni fa, nella chiesa a Strettoia dove attualmente è custodita. Era in occasione della presentazione del libro “La mia Via Crucis” di Leopoldo Belli, e la chiesa era gremita di persone. Adesso il Comune di Seravezza che si è occupato del caso con l’assessore Giacomo Genovesi, insieme ad Ezio Marcucci – è stato lui a ricostruire la provenienza della statuetta insieme al pittore Piero Moriconi – la faranno schedare dalla Soprintendenza per fare ulteriori accertamenti sulla sua origine e per avere l’ok a restaurarla. —
Tiziano Baldi Galleni
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