Il Tirreno

Versilia

il piano sicurezza del comune 

Gli albergatori: più controlli contro gli eccessi della movida

Angelo Petri
Gli albergatori: più controlli contro gli eccessi della movida

Corchia (Federalberghi): danneggiate sia le strutture ricettive che le residenze, un colpo all’immagine di Forte dei Marmi

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FORTE dei marmi. «Bene, benissimo il Progetto sicurezza, ma serve un’azione concreta per limitare i gravi danni della movida notturna agli alberghi e alle ville che sono alle soglie di Roma Imperiale». E gli interessati sarebbero disposti anche a finanziare questi ulteriori controlli. Dopo gli apprezzamenti unanimi dei balneari arrivano a ruota anche quelli degli albergatori, ma con un importante distinguo: la richiesta di un terzo progetto per tenere, nottetempo, le zone residenziali alberghiere al riparo dai problemi delle uscite dei locali e delle discoteche.

«Il Progetto sicurezza – spiega Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Forte dei Marmi – è stato un grosso passo in avanti per la qualità della vacanza nella nostra città e che vada ripetuto e se possibile incrementato lo dicono tutti. Anche noi albergatori – continua Corchia – abbiamo apprezzato il Progetto sicurezza, che è riuscito per quanto riguarda la tranquillità dei nostri ospiti a limitare, almeno nei mesi centrali, la pressione costante dei venditori abusivi in spiaggia. E anche in città si è visto un maggiore controllo. Tuttavia – prosegue il presidente – pensiamo che sia stata carente la parte riguardante le Notti sicure». Eppure il sindaco Bruno Murzi ha indicato proprio la vigilanza notturna come quella più innovativa grazie alla copertura delle notti con cinque uomini e due auto che dal 20 giugno ai primi di settembre hanno pattugliato il paese. «Non discutiamo la novità che, sicuramente è come dice il sindaco, un fatto innovativo, ma in questo ambito, purtroppo, in particolare per quella quindicina di hotel, senza contare le ville, che sorgono alle porte di Roma Imperiale più vicini ai cosiddetti locali della movida notturna, è mancata un’azione specifica sulla quale invece noi contavamo moltissimo. Negli altri comuni versiliesi abbiamo visto elevare sanzioni e decretare chiusure di locali che disturbavano oltre gli orari concessi, mentre qui da noi si è fatto poco, e non sono certo sanzioni da poche decine di euro a far desistere da questa situazione. Tutto ciò l’abbiamo detto chiaro e tondo agli amministratori – continua Corchia – nei recenti incontri sulla tassa di soggiorno: il divertimento è parte importante dell’offerta turistica, ma non si può essere né carne, né pesce. Silenzio e relax sono parte integrante dell’offerta di alto livello: dunque traiamone le conclusioni».

«Da noi c’è stata la trasformazione dei locali storici in discoteche per giovanissimi e ciò non ha facilitato la situazione. Tant’è che diversi alberghi collocati in parti tranquille del paese hanno ampiamente sottovalutato l’apporto da dare al Progetto sicurezza, ivi compresa la spiaggia dove vanno pure i loro clienti. Come albergatori dobbiamo sicuramente agire per una maggiore consapevolezza di tutti i nostri alberghi, ma sarà difficile per me come presidente ottenere contribuzioni più importanti dai colleghi che a Roma Imperiale hanno avuto fortissimi disagi e non hanno visto sanzionare i locali.». Che proponete? «Servirebbe dunque un terzo braccio del progetto, dedicato specificatamente a eliminare i problemi della movida notturna, e che magari serva anche a controllare meglio la Ztl in zona dove non è mai stato veramente sanzionato con chiusura chi continua a sforare. E siamo pronti a fare la nostra parte».

Quanto hanno dato quest’anno al Progetto Sicurezza gli albergatori? «Circa quindicimila euro – conclude Corchia – ma non è stato un contributo diviso equamente tra tutti. Lo sa quanti danni d’immagine hanno fatto foto e situazioni limite, anzi drammatiche, diffuse quest’estate dai social? Tutto ciò non giova alle recensioni, tant’è che anche molti commercianti ci hanno portato la loro solidarietà». —

Angelo Petri

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