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L’idea di un altro pontile lascia perplessi i balneari
Verona: «Prima risolviamo la depurazione delle acque, poi pensiamo al resto» I Paladini apuoversiliesi esprimono contrarietà: «Porterebbe altra erosione»
«Prima di pensare a un altro pontile forse è il caso di risolvere, una volta per tutte, la problematica della balneazione». Francesco Verona, presidente del Consorzio dei balneari di Marina di Pietrasanta, non dice no al progetto di un secondo tuffo in mare dalle parti di Motrone - così come ipotizzato da Tiziano Lera e Andrea Quiriconi - ma pone, a nome della categoria, alcuni paletti.
«Parliamoci chiaro: il progetto in questione è bellissimo e interessante. Per rilanciare turisticamente il litorale vanno infatti studiate infrastrutture importanti e di qualità. Prima di tutto questo, però, viene altro e mi riferisco - spiega Verona - alla balneazione delle nostre acque: dobbiamo ragionare e lavorare su una bonifica funzionale e sicura tramite gli impianti di depurazione. Se così non sarà è inutile parlare di tutto il resto. Detto questo una valutazione sulla fattibilità di un secondo pontile a Marina di Pietrasanta va fatta dai tecnici e dagli esperti, perché noi possiamo anche dire di sì, ma poi vanno presi in considerazione altri aspetti, come il rischio erosione, le correnti. Ed è qui che entrano in gioco gli enti preposti».
Ma l'idea di un secondo pontile a Motrone non sembra convincere neppure Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi. «Qualunque opera a mare e in mare può portare erosione. Bisogna misurare, costruire modelli numerici, come quello appunto che l’Autorità portuale della Liguria Orientale ha appena affidato alla olandese Delft Hydraulics per verificare che tipo di impatto sull’erosione avrebbe il previsto ampliamento del porto di Carrara. Ora se ci piace l’idea di trovare una nuova anima a Marina di Pietrasanta, in un progetto di riqualificazione con la creazione di un centro, siamo molto cauti rispetto alla realizzazione di una darsena, e di un pontile di acciaio lungo 200 metri, che prevede alla sua sommità la realizzazione di una torre alta 130 metri. Nel 1999 i Paladini Apuoversiliesi presero il via, proprio perché a Cinquale si voleva realizzare in mare una torre alta 30 metri, che scatenò critiche da centinaia di residenti e non residenti e fu immediatamente bocciata, su nostra sensibilizzazione, dal ministero dei beni culturali. Quando vedremo i modelli numerici ci esprimeremo, ma ad oggi - spiega Colacicco - possiamo dire che si potrebbe creare erosione o insabbiamento e questo è da mettere sul piatto, pensando a Marina di Pietrasanta, ma anche a tutto il comprensorio. Se poi ci chiedono che cosa pensiamo dei materiali, di un pontile in acciaio e di una torre di vetro, credo che stia ai singoli esprimersi. Per Marina di Pietrasanta penserei a qualcosa di molto naturalistico, cosa nelle corde dell’architetto Tiziano Lera». —
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