Il Tirreno

Versilia

carabinieri 

Nascondevano i vestiti rubati in borse schermate, arrestate ladre

Cesare Bonifazi
Nascondevano i vestiti rubati in borse schermate, arrestate ladre

La protezione serviva a evitare gli allarmi antitaccheggio. In due colpi avevano portato via capi per circa 700 euro 

2 MINUTI DI LETTURA





LIDO DI CAMAIORE. Avevano escogitato un metodo per evitare che l’allarme antitaccheggio suonasse con le borse piene di merce rubata all’uscita dal negozio: borse schermate con un tessuto particolare che blocca il meccanismo. Nelle borse c’erano dentro circa 700 euro di vestiti rubati in un altro negozio.

Il fatto è accaduto venerdì pomeriggio (30 novembre) a Lido di Camaiore. Due donne romene che vivono a Viareggio, Elena Filofteia Burtea, 27 anni e Marinela Mirea, sono state arrestate dai carabinieri della stazione di Camaiore perché scoperte a portare via i vestiti dal negozio Also Fashion di Lido. Entrambe già note alle forze di polizia, sono state sorprese a rubare. Le donne sono entrate tranquillamente all’interno del negozio, hanno fatto un giro, comportandosi come normali clienti. Solo che invece che passare alla cassa a pagare avevano nascosto vestiti per un valore di circa 100 euro all’interno di borse schermata appositamente per evitare che all’uscita scattasse l’allarme antitaccheggio.

Ma sono state scoperte in tempo e non sono riuscite a compiere il furto: i carabinieri, dopo averle perquisite, hanno ritrovato in un doppiofondo, anche questo schermato, altri capi d’abbigliamento per il valore di 700 euro, provenienti da un colpo in un negozio vicino, “Confezioni Rosa”.

A questo punto, le straniere sono state portate in caserma e dichiarate in stato di arresto per il reato di furto aggravato in concorso e tentato furto e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono state sottoposte agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.  La merce rubata è stata interamente recuperata e restituita dai carabinieri ai legittimi proprietari.

Ieri mattina si è svolta l’udienza di convalida presso il Tribunale di Lucca che si è conclusa con la richiesta di termini a difesa: le donne hanno chiesto tempo e sono state sottoposte entrambe all’obbligo di firma.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera