Il presidio
Chiuso l’accesso ai pedoni sul cavalcavia di Querceta
I vigili del fuoco sono intervenuti per rimuovere calcinacci a rischio crollo Il sindaco: «Si procede nella direzione indicata da noi». Luisi: «Un palliativo»
Da ieri il cavalcaferrovia di Querceta è stato chiuso al passaggio dei pedoni, nelle due corsie laterali. Era fra le prescrizioni fatte dall’ingegnere della provincia di Lucca nel 2017.
Contemporaneamente i vigili del fuoco sono intervenuti per scongiurare la caduta di calcestruzzi sulla via Aurelia. «Un intervento precauzionale, ma certamente necessario per garantire la sicurezza degli automobilisti», spiega il vicepresidente della Provincia e delegato alla viabilità Maurizio Verona.
Grazie all’aiuto di un’autoscala, i vigili hanno rimosso piccoli pezzi di calcestruzzo copriferro e alcune parti del parapetto esposto alle intemperie. L’operazione si è svolta dopo il sopralluogo (programmato) di martedì: erano presenti il geometra Gianfranco Nanini per la Provincia, gli assessori comunali Giuliano Bartelletti e Dino Vené, l’ingegner Roberto Orsini, il comandante della polizia municipale di Seravezza Mauro Goduto e l’ingegner Sacconi per i vigili del fuoco. Un secondo sopralluogo è stato fatto da Provincia, Anas e Ferrovie dello Stato.
Fra i provvedimenti decisi in tali frangenti c’è stato quello realizzato ieri e l’interdizione dei pedoni al cavalcavia. «Si procede nella direzione indicata dal Comune – ha detto il sindaco Riccardo Tarabella – e delle richieste che un paio di mesi fa abbiamo portato all’attenzione del prefetto. Siamo fiduciosi nel proseguimento di queste attività di prevenzione e di messa in sicurezza del ponte e delle aree circostanti».
Intanto la Provincia sta preparando un progetto dettagliato per la ristrutturazione completa. Con il progetto alla mano andrà poi dal ministero delle Infrastrutture a chiedere il finanziamento. C’è però chi non è soddisfatto e ha definito questo un «timido» intervento. «Fumo negli occhi ai cittadini». È la consigliera di minoranza Elena Luisi. Era circa un anno fa, dicembre 2017, quando fu ristretta la carreggiata, abbassato il limite di velocità a 30 chilometri orari e portato il limite di peso a 50 tonnellate. Venne annunciato anche un lavoro da circa 800 mila euro, scoprendo solo dopo che la Provincia non aveva le risorse.
«È stato un intervento molto limitato, un palliativo – dice Luisi –. I vigili hanno fatto quello che potevano, togliendo qualche pezzo di calcestruzzo all’esterno che adesso non rischia più di cadere sulla strada. Ad esempio sulla parte della ferrovia però non è stato fatto nulla e il calcestruzzo che resta è nelle stesse condizioni. E se il percorso pedonale è stato interdetto significa che il cavalcavia è pericoloso: ciò non vuol dire che può crollare ma sottoposto a vari pericoli». —
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