Il Tirreno

Versilia

la riorganizzazione del servizio 

Bollette recapitate tardi, sempre più reclami alle Poste

Bollette recapitate tardi, sempre più reclami alle Poste

L’ultimo caso a Focette per un sollecito di pagamento recapitato già scaduto e riferito a una fattura mai arrivata

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VIAREGGIO. Una bolletta del gas mai recapitata e un sollecito di pagamento che arriva già scaduto da quasi un mese. Il caso di disservizio nella consegna della posta, questa volta, arriva da Focette, il quartiere bene di Marina di Pietrasanta e ricorda tanto un altro caso: quello della 85enne di Pedona a cui avevano staccato il telefono perché non aveva pagato le bollette. Bollette che però non erano mai arrivate: né quelle né i solleciti. . Anche a Focette, come in altre zone della Versilia, le bollette di luce e gas arrivano spesso in ritardo. Secondo Poste Italiane «la responsabilità non è nostra, perché nelle zone segnalate non ci risulta posta in giacenza». Più probabile, quindi, secondo l’azienda, che il disagio sia stato causato dalle stesse società committenti (che in questo caso sarebbero Eni ed Enel) che non avrebbero inviato le bollette (da una verifica sull’ultimo caso di Focette risulterebbe però che sia la bolletta sia il sollecito di pagamento fossero stati inviati in tempo).

Diverso il parere di chi lavora nel settore che punta il dito sulla riorganizzazione della consegna della posta approvata da azienda e sindacati l’8 febbraio scorso. «Questa riorganizzazione aveva lo scopo di far funzionare il servizio e in teoria potrebbe anche farcela – spiega Michela Benedetti, referente del sindacato Slc-Cgil –. Il problema è che l’azienda non ha messo a disposizioni gli strumenti, che sono soprattutto le persone, e il servizio non funziona». Lo dimostrerebbe, secondo la rappresentante sindacale, «la mole enorme di reclami arrivati in sei mesi nell’ufficio centrale di Viareggio» (sei mesi partendo dall’entrata in vigore della riorganizzazione): il 50 per cento in più rispetto all’anno precedente. Anche il ritiro delle raccomandante allo sportello, in teoria, doveva diminuire con la riorganizzazione «e invece è aumentato del 20 per cento».

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Cosa ha previsto la riorganizzazione? Anzitutto la consegna a giorni alterni per la posta ordinaria. Le zone di consegna sono state poi tagliate e di conseguenza sono diventate più grandi. Inoltre è stata inserita una nuova linea, la linea business, per la consegna della posta a firma, che viene recapitata anche di pomeriggio. «In teoria potrebbe anche funzionare quindi la consegna a giorni alterni, ma non con aree così grandi – continua Benedetti –. Le zone più ampie sono quelle che risentono di più del disservizio: tra queste ci sono sicuramente le colline della Versilia».

Solo a Viareggio le linee di consegna ordinarie erano, prima della riorganizzazione, 42; adesso sono 24, a cui si aggiungono però le 12 linee business. «Da non dimenticare che questo si incastra con l’organizzazione dell’orario: se metti il turno fisso a una giovane madre il pomeriggio, questa madre non potrà mai stare con il proprio figlio e questo si ripercuote sul lavoro». I sindacati stanno portando avanti una battaglia, che dovrebbe arrivare fino a Roma, per chiedere «l’aumento delle aree di consegna base e la riorganizzazione dell’orario di lavoro».

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