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Le caldaie irregolari sono 2.850 in Versilia e si rischiano multe salate
Controlli sempre più severi dell’azienda incaricata Sevas dopo gli ultimi episodi di avvelenamento da monossido
VIAREGGIO. Ci sono 2.850 caldaie irregolari in Versilia. Impianti termici che si trovano nelle case, negli esercizi commerciali, nelle aziende – ma non parliamo di quelli usati per la produzione, solo per il riscaldamento – e che mancano della documentazione necessaria. Oppure hanno difetti tecnici che potrebbero, se trascurati, diventare pericolosi. «Non abbiamo conferma di caldaie che possano rappresentare un pericolo immediato – afferma Primo Riscossa, direttore dell’azienda Sevas, incaricata di monitorare le caldaie anche in Versilia – Anche perché in quel caso bisognerebbe spegnere subito l’impianto. E questo, ad oggi, non è successo». Fatto sta che i proprietari di queste migliaia di apparecchi non in regola rischiano multe fino a 3.000 euro.
I casi di avvelenamento
Oltre al clima invernale, che spinge i riscaldamenti al massimo, c’è un altro fattore che spinge la Sevas ad incrementare i controlli. Anche se quelli già eseguiti, 3.500 nell’ultimo anno solare, non sono pochi. La cronaca racconta di due episodi in pochi giorni di avvelenamento da monossido. Il più clamoroso è quello avvenuto nel quartiere Migliarina a Viareggio, il 17 novembre scorso. Un guasto alla canna fumaria di un impianto di riscaldamento centralizzato in un condominio ha provocato 14 intossicati. Tutti i soccorritori, dai medici ai vigili del fuoco intervenuti, hanno affermato che solo il caso ha voluto che non ci fossero vittime. L’altro episodio è avvenuto a Solaio, il 23 novembre. L’avvelenamento ha mandato due anziani al pronto soccorso, ma anche in questo caso i danni non sono stati letali. Al di là delle responsabilità su questo o quell’episodio, che non sono ancora state accertate, il rischio rappresentato dal monossido di carbonio è così elevato da non poter mai essere sottovalutato.
I controlli di Sevas
A monitorare le caldaie in Versilia è Sevas. «Da quando abbiamo preso in gestione il controllo degli impianti – afferma il direttore Riscossa – in Versilia abbiamo registrato a catasto circa 85.000 impianti. Il dato è più incompleto su Viareggio». Dove la Sevas ha raccolto l’eredità della Patrimonio, poi fallita. «Nel 2018 – prosegue Riscossa – sono stati registrati dalle aziende che fanno la manutenzione circa 30.000 rapporti di controllo di efficienza energetica, sui quali l’accertamento documentale, fatto da Sevas Controlli, ha portato a 2.000 non conformità. Per quanto riguarda le ispezioni sul territorio, Sevas ha effettuato 3.500 controlli con sopralluogo, che hanno evidenziato 850 impianti non conformi». In totale, quindi, ci sono 2.850 impianti non regolari: «1.500 irregolarità – spiegano dalla Sevas – sono riconducibili a mancanza di dichiarazione di conformità, 1.000 alla mancanza del dispositivo di trattamento acqua e 350 a difetti tecnici, di cui 30 rilevanti ai fini della sicurezza: tiraggio insufficiente, riflusso dei prodotti della combustione nell’ambiente, canali da fumo e canne fumarie irregolari». Ma non ci sarebbero pericoli immediati, anche perché in quel caso l’apparecchio dovrebbe essere subito spento. «In genere – dice Riscossa – si prescrive la diffida all’uso e si informa il Comune responsabile per la sicurezza, che in caso di mancato adeguamento procede ad una ingiunzione di messa a norma».
Cosa si rischia
Tutte le irregolarità riscontrate devono essere sanate in un periodo da 30 a 90 giorni: si può chiedere una proroga dei tempi, se le irregolarità non sono rilevanti per la sicurezza. In caso contrario ci sono multe, applicate dalla Regione, da 500 a 3.000 euro.
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