Il Tirreno

Versilia

DENUNCIA IN CONSIGLIO COMUNALE 

La leghista Da Prato: il Comune di Camaiore fa multe illegalmente

Luca Basile
La leghista Da Prato: il Comune di Camaiore fa multe illegalmente

«La polizia municipale si nasconde nei punti più impensabili della campagna, così l’amministrazione fa cassa»

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«Fanno contravvenzioni nascondendosi anche nei punti più impensabili della campagna». Sono parole destinate a fare discutere quelle di Sandra Da Prato, consigliere comunale di maggioranza, in quota Lega che ha messo nel mirino, verbale, il Comune di Camaiore reo appunto, sempre a parere di Da Prato, di “ fare cassa “ con le multe per infrazione al codice stradale. Una presa di posizione, quella del consigliere leghista, andata in scena durante la seduta consiliare del 21 novembre scorso - l’audio della stessa seduta si trova online sul sito del Comune, ndr - a margine di una discussione politica sui dati relativi alle multe prodotte dall’autovelox posizionato lungo la via Aurelia a Pietrasanta. Da qui la presa di posizione di Da Prato che, nel difendere l'operato o dell’amministrazione di cui fa parte, ha, come detto, tirato in ballo la Polizia municipale camaiorese e ancora chi governa la città.

«A mio avviso l'autovelox sull'Aurelia dovrebbe essere portato anche in altre zone, perché porta ad una moderazione - della velocità - sulla percorribilità lungo la strada. Allargando invece un po' il discorso posso dire che il Comune di Camaiore ha installato diverse macchinette su tutto il territorio, spendendo cifre notevoli e addirittura si permette di fare delle multe per eccesso di velocità nascondendosi anche nei punti più impensabili della campagna. Ve lo dico perché è capitato a me - rimarca Da Prato - anche se non mi hanno fatto la multa. Questo sì, a mio avviso, significa fare cassa. Fra l’altro nascondersi non è neppure legale, in quanto la macchina della polizia municipale dovrebbe essere ben visibile. Nascondersi per aspettare, visto che in campagna si può eccedere di poco rispetto al limite stabilito, questo sì, lo ripeto e sempre a mio parere, significa fare cassa».

Accuse ben precise che la stessa Da Prato ha evidenziato in un contesto istituzionale quale è il consiglio comunale: parole che durante la seduta di una settimana fa non hanno avuto seguito, anche se l'audio della seduta nel breve volgere di poche ore è diventato di dominio pubblico innescando reazioni inevitabili. —



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