Il presidio
La società ICare non può riscuotere i tributi comunali
A fine ottobre la sentenza dei giudici lucchesi presieduti da Francesco Terrusi Baldini: sentenza devastante per cittadini e azienda
VIAREGGIO. Sentenza choc della Commissione tributaria di Lucca, prima sezione, presieduta dal giudice Francesco Terrusi, in magistratura dal 1987, consigliere della Corte di Cassazione dal 2010, sui contenziosi di cittadini ed imprese con la società ICare del Comune di Viareggio. Il caso è quello di un accertamento inviato ad una impresa che è stato annullato dalla sentenza della Commissione tributaria «in quanto emesso da soggetto privo di legittimazione». Dunque, la società di riscossione (presieduta da Moreno Pagnini) che il sindaco Giorgio Del Ghingaro e l’assessore al bilancio LauraServetti hanno voluto nascesse dal fallimento della Viareggio Patrimonio, non è legittimata a svolgere l’attività di riscossione tributi.
Il motivo lo spiega la stessa sentenza (insieme a Terrusi la firmano i giudici Pier Luigi Brancoli Pantera e Roberto Chelucci) riprendendo un concetto espresso incidentalmente in un precedente atto dalla stessa commissione tributaria. Nell’esaminare il secondo argomento del ricorso del legale dell’impresa che ha contestato l’accertamento, il riferimento dei giudici tributari è l’articolo 14 del Decreto legislativo 175/2016 (“Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”): là dove viene specificato che «nei 5 anni successivi alla dichiarazione di fallimento di una società a controllo pubblico titolare di affidamenti diretti, le pubbliche amministrazioni non possono gestire medesimi servizi di quella fallita mediante altre società a partecipazione pubblica». Il Comune, in casi come quello della Viareggio Patrimonio, può solo gestire in proprio il servizio o affidarlo con gara a soggetti esterni.
Tanto che ormai da qualche mese l’amministrazione Del Ghingaro - al quale il collegio dei revisori dei conti presieduto da Daniele Limberti aveva ampiamente preannunciato che vi sarebbe stato un problema di questa natura - ha deciso la dismissione del servizio di riscossione e relativi dipendenti, senza avere ancora sciolto il nodo della forma prescelta per l’affidamento della riscossione. Così che i sindacati hanno proclamato, nel corso dell’estate, lo stato di agitazione.
La sentenza, è noto, ha effetto immediato solo tra le parti. Ma è certo che non vi sarà ricorso in materia di tributi viareggini che, d’ora in poi, non ne richiamerà il contenuto, chiedendone analoga applicazione. Con un vero e proprio effetto domino.
«Il sindaco qualche giorno fa, raccontando di aver portato il Comune di Viareggio fuori dal dissesto, ha voluto sottolineare, in particolare, davanti alle telecamere di "Report", di "aver fatto un grosso lavoro sulle partecipate», commenta Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini. Che continua: «Mi chiedo per quale motivo non abbia raccontato a "Report" del contenuto della sentenza pronunciata il 30 ottobre dalla Commissione tributaria provinciale in merito ad I Care. Sentenza devastante per le sorti di I Care e degli atti di accertamento che la società sta continuando a notificare ai cittadini, in barba a tutto ed a tutti».
Come sarebbe andata a finire - sottolinea Baldini - l’aveva indicato il precedente Collegio dei revisori, e non solo: «È un tema che avevamo già sollevato da tempo, più volte, anche in consiglio Comunale e per il quale è pendente nostra istanza ad Anac, alla quale manderemo anche questa pronuncia. I Care - la società partecipata fiore all'occhiello di questa Giunta - è quella medesima partecipata che quest'anno, di corsa ed in autotutela, ha dovuto annullare avvisi di accertamento per 1.700.000 euro circa perché illegittimi e che è sommersa di ricorsi tributari in Commissione tributaria a Lucca, dove non solo perde i ricorsi ma viene anche condannata alle spese». —
Donatella Francesconi
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