Il Tirreno

Versilia

due scelte differenti 

Perché sì, perché no: le mamme spiegano le loro ragioni

M.T.
Perché sì, perché no: le mamme spiegano le loro ragioni

Franca: mio figlio non mangia i piatti che gli vengono serviti e poi le tariffe sono care Lorena: il mio è soddisfatto ma se arriva l’aumento...

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VIAREGGIO

Sì alla mensa, no alla mensa e via al pranzo da casa. Per capire le ragioni di una scelta bisogna sentire i genitori, in questo caso le mamme. Che fanno scelte diverse sulla base di esigenze familiari differenti. Ecco i loro perché.

no alla mensa e pranzo da casa

A scegliere di preparare il panierino per il figlio è Franca Pieroni. «Nei primi 15 giorni dell’anno scolastico – dice Franca – ci siamo serviti della mensa. Sapevamo, però, che c’era la sentenza del Consiglio di Stato e quindi ho cercato di forzare un pochino la mano, perché avevo intenzione di approfittarne. Il fatto è che mio figlio non mangia i piatti che gli vengono serviti e per me è difficile assicurarmi che abbia fatto un pranzo come si deve. Certe pietanze non le assaggia nemmeno. Poi c’è un aspetto economico: le tariffe sono alte (la fascia di reddito più elevata paga 5,38 euro a pasto, ndr) e sappiamo già che a gennaio potrebbero aumentare».

sì alla mensa

Nel caso di Lorena Danzi il problema del bambino che non mangia non si pone. «Mio figlio – spiega – è una buona forchetta. Tutti i giorni, quando vado a prenderlo, mi racconta che... si è accontentato. Un suo modo di dire per farmi capire che è soddisfatto. Il problema si porrà quando a gennaio aumenteranno le tariffe: chi ha l’Isee più elevato potrebbe pagare 6,70 euro a pasto. Io, tra l’altro, non risiedo nel Comune di Viareggio e quindi l’Isee non mi viene riconosciuto per gli eventuali sconti. Se mi troverò a pagare il massimo, a quel punto anche io sarò costretta a rinunciare alla mensa scolastica». —

M.T.

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