Il Tirreno

Versilia

Il condomino: caldaia nuova il guasto era imprevedibile

DONATELLA FRANCESCONI
Il condomino: caldaia nuova il guasto era imprevedibile

Marco Simeone abita al primo piano della palazzina di via Monte Sumbra «Così il monossido di carbonio ha iniziato a invadere terzo e quarto piano»

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VIAREGGIO

«Il malore della signora che è ancora in ospedale è stato la nostra salvezza. Altrimenti qui domenica mattina ci avrebbero trovati tutti morti». Il giorno dopo, nella palazzina di via Monte Sumbra, alla Migliarina, che sabato sera si è ritrovata invasa dal monossido di carbonio. Marco Simeone abita con la famiglia al primo piano della palazzina di quattro piani, quattro abitazioni per pianerettolo. «La caldaia è nuova», racconta al Tirreno: «L’abbiamo acquistata nuova appena due anni fa». Nessun problema di manutenzione, dunque: «È tutto certificato», prosegue Simeone.

Ieri mattina a bussare al portone sono tornati vigili del fuoco e tecnici idraulici: «L’ipotesi più probabile - riassume chi fa da un po’ da referente di tutto il palazzo - è che la caldaia centralizzata abbia avuto un problema alla scheda elettronica». I riscaldamenti centralizzati sono entrati in funzione in tutta la città solo l’altro ieri, a causa delle alte temperature della prima metà di novembre, mese in cui scatta la possibilità di accendere. «Per la troppa pressione». prosegue il racconto, « si è staccato il tubo di sfiato ed il monossido ha preso la strada della colonna, invece di restare nella tubatura, ed ha trovato sfogo al terzo e quarto piano». Dove abitano le 14 persone rimaste intossicante, alcuni anche gravemente, tanto ad avere avuto necessità di trattamento in camera iperbarica.

Di monossido se n’è sparso davvero tanto. «I vigili del fuoco», ricostruisce Simeone, «hanno finito di bonificare quando ormai si erano fatto le due di notte». E sulle porte di ogni pianerottolo resta il segno del passaggio dei vigili del fuoco, i quali - via via che gli appartamenti potevano considerarsi liberati dal monossido - hanno apposto un pezzo di nastro adesivo sugli ingressi. Segnale di via libera, di possibilità di tornare dentro le abitazioni, ormai nel cuore della notte.

«Provvidenziale», sottolinea Simeone, «è stato l’arrivo della Croce Rossa. Appena hanno messo piede sul portone, la strumentazione che portano addosso ha dato l’allarme. E a quel punto sono stati chiamati i vigili del fuoco e lo stabile è stato sgomberato, mentre gli inquilini intossicati venivano soccorsi e portati in ospedale».

Ieri, molti di coloro che hanno avuto necessità di cure mediche, hanno trascorso la domenica a casa dei propri parenti, anche a causa della mancanza di riscaldamento nella palazzina. «Domani (oggi per chi legge, ndr)- conclude Simeone - torneranno ancora i vigili del fuoco e parleremo anche con i tecnici della caldaia condominiale. Ma la cosa più importante è che l’abbiamo scampata». —

DONATELLA FRANCESCONI

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