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Cinghiali provocano incidente Società Autostrade condannata

Donatella Francesconi
Cinghiali provocano incidente Società Autostrade condannata

Una donna viareggina riportò danni all’auto per oltre 10.000 euro: risarcita. Per il Tribunale l’azienda aveva l’obbligo di garantire la rete di recinzione 

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Cinghiali in autostrada, sulla autostrada A11, circa 50 metri prima dell’uscita di Altopascio: era il 25 ottobre 2015 e l’auto di una donna viareggina non riuscì ad evitare l’impatto con il branco di animali, riportando danni all’auto per oltre 10.000 euro. Ieri il Tribunale di Lucca (giudice Giulio Giuntoli) ha condannato la società Autostrade per l’Italia Spa a risarcire l’automobilista danneggiata - assistita dall’avvocato Monica Bonati - per 12.525,91 euro (con rivalutazione Istat sulla cifra di 12.276,91 euro), più spese legali.

Una sentenza importante anche alla luce di quanto accaduto nell’agosto scorso a Genova, con il crollo del ponte Morandi che ha fatto 43 vittime. Perché - così ha stabilito il Tribunale di Lucca - esaminata la dinamica dell’incidente, ed il fatto che la guidatrice dell’auto riuscì ad evitare danni alle persone che erano in auto, prova della condotta prudenziale al volante, resta l’elemento della «dedotta responsabilità contrattuale» della società Autostrade. La quale era «soggetta agli obblighi di manutenzione del tratto autostradale ed a garantire contrattualmente la comoda e sicura percorrenza dei tratti in concessione percorsi dagli utenti».

E lungo il tratto luogo dell’incidente che conseguenze ben più gravi poteva avere la polizia stradale di Montecatini, intervenuta sul posto, trovò «la mancanza di circa un metro e mezzo della recinzione che divideva la viabilità ordinaria dalla carreggiata autostradale». Una condizione che - si legge nella sentenza - «vale a radicare, avendo reso possibile l’ingresso dei cinghiali, la responsabilità della società Autostrade». Società che - nel difendersi, assistita dall’avvocato Maria Letizia Cascianini - ha sostenuto che «l’obbligo risarcitorio incombeva alla Provincia di Lucca, ovvero alla Regione Toscana ai sensi del Decreto legislativo 267/2000». Concludendo che «non era ravvisabile alcuna responsabilità in capo alla società».

Autostrade per l’Italia ha anche sostenuto la tesi che i cinghiali in A11 sarebbero entrati sfondando la recinzione un attimo prima di provocare l’incidente. Tesi scartata dalla sentenza che non ritiene provata questa affermazione, anche considerando che «idonea robustezza ed adeguatezza della recinzione sono rimaste del tutto indimostrate da parte della società».

Impossibile non ricordare come un anno dopo - a metà dicembre 2016 - un branco di cinghiali invase l’autostrada all’altezza del casello di Lucca Est, in direzione Firenze. Anche in quel caso l’incidente - che avrebbe potuto avere conseguenze disastrose (rimasero uccisi otto animali nell’impatto con le auto) - portò alla luce i problemi dei numerosi punti di autostrada mancanti di recinzione. —



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