Il Tirreno

Versilia

In un incontro pubblico a Pietrasanta a confronto le opinioni   di addetti ai lavori, intellettuali, amministratori e politici  

La cultura in Versilia punti sul paesaggio e su eventi di qualità

adolfo lippi

il dibattitoadolfo lippiVi sono due modi di fare cultura. Si fa cultura educando la gente a capire meglio e quindi scegliere una vita migliore. Si fa cultura organizzando eventi-spettacolo che...

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il dibattito

adolfo lippi

Vi sono due modi di fare cultura. Si fa cultura educando la gente a capire meglio e quindi scegliere una vita migliore. Si fa cultura organizzando eventi-spettacolo che conducono la gente a venire in Versilia, terra dove il turismo è un’impresa. Dei due modi se n’è discusso al teatro comunale di Pietrasanta su iniziativa di Ettore Neri e del suo circolo “Versilia su la testa”. Erano presenti l’ex ministro Dario Franceschini, il direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti, lo scrittore Edoardo Nesi, il direttore di Sky-arte Renato Tebaldi, l’impresario-star Mimmo D’Alessandro, la professoressa Adriana Giusti. Conduceva il critico d’arte Alessandro Romanini.

Che fare? La Versilia finanziata, organizza, ospita decine di manifestazioni: dalle mostre d’arte in piazza alla mostre nelle decine di gallerie distese tra Pietrasanta e Forte dei Marmi. Da Massarosa a Camaiore da Viareggio a Forte dei Marmi è tutto un pullulare di premi letterari (alcuni di prestigio, altri meno). Poi vi sono la grandiosa stagione lirica a Torre del Lago Puccini, i festival de “La Versiliana” e di Villa Bertelli. Poi si fanno conferenze ovunque: dal circolo della Marineria di Viareggio a Villa Argentina, dal teatro di Pietrasanta alle librerie sparse nel territorio. In estate come nei paesi invernali proliferano gli avvenimenti della cultura, sia in arte che in letteratura. Si ricordi il Palazzo Mediceo a Seravezza. Eppure? Chiude a Viareggio il teatro Politeama perché perché il pubblico non vi andava. E’ in serie difficoltà finanziarie “La Versiliana” che pure conobbe, ai tempi di Romano Battaglia, stagioni felice e premianti. Non brillano certo le scuole e Pietrasanta che era la “piccola Atene” adesso rammenta i miti Henry Moore e Mitoraj ma dedica strade e piazze a spolverate di ombrelloni e ombrellini e sculture improvvisate. Tant’è che un critico prestigioso come il professor Bonanni, che dirige importanti iniziative in ogni dove, se ne lamenta pubblicamente e rischia, per difendere almeno il buon gusto, la querela dalle autorità pietrasantine.

E’ peggiorata dunque la qualità? Dice giustamente Alessandro Sallusti: vi è un motivo perché tanti artisti da Michelangelo a Carducci, da D’Annunzio a Moore, sono stati ispirati da questa mirabile terra, ch’era in antico soltanto palude. Quel motivo è la bellezza del paesaggio, dalle Apuane al canale Burlamacca. Un vero Eden. Ebbene la Versilia deve puntare sulla qualità della bellezza. Non dev’essere un supermercato della vacanze, dove la gente sciama a migliaia e nemmeno consuma un caffè.

Purtroppo, come aggiunge Edoardo Nesi, anche l’editoria, cioè i libri, sovrabbondano di autori da cucina. E ci si dimentica, riflette Adriana Giusti, che vi dev’essere integrazione tra qualità paesaggistica e conoscenza. Lei che è nel direttivo di “Italia Nostra” ed ha dedicato molte e ben qualificate pubblicazioni al patrimonio artistico versiliese, raccomanda la salvaguardia della natura (mentre si rischia che il mare porti via le spiagge a Vittoria Apuana, cadono i pini a bizzeffe nelle devastate pinete, si cementifica ovunque e male).

Non si devono fare quindi soltanto eventi. Ma gli eventi, come spiega Mimmo D’Alessandro che ha rilanciato con il Summer festival Lucca e la sua cinta muraria (da lui il concerto dei Rolling Stones e l’arrivo di Elton John), quando sono straordinarie occasioni conducono folle dal mondo intero.

E così Remo Tebaldi illustra le conquiste della sua Sky art che non solo valorizza le vite di artisti celebri ma mostra anche i tesori dei mestieri, della gastronomia, dell’artigianato.

Ben diretto da Alessandro Romanini il dibattito è concluso dall’ex ministro Franceschini, spesso ospite di Pietrasanta, che non si limita a vantare le passate conquiste del suo ministero (aperture dei musei, grandi mostre da Caravaggio a Michelangelo, concerto dei Pink Floid a Pompei) ma indica anch’egli la via: non è cultura richiamare folle precarie che nemmeno si fermano una notte ma è cultura mostrare valori e gioie dell’intera terra di Versilia, dalle cave di marmo ai laboratori artigianali, dall’altra cucina alla moda (lui aprì Pitti a Firenze alle collezioni) alla pesca, dal balneare alle musiche di Puccini.

In conclusione ciò che serve, ben lo sottolinea Ettore Neri (che fu sindaco di Seravezza) è portare le masse ad un gradino superiore e non abbassare la cultura a livello di massa. Come spesso ha fatto e fa la televisione.

Dal dibattito dunque esce una lezione: la Versilia difenda la propria origini di splendore paesaggistico e punti su qualificate manifestazioni. Insomma sappia fare dei popoli anonimi delle élites qualifcate e rilucenti. —





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