Il Tirreno

Versilia

Trovata morta a 39 anni in un bed&breakfast: indagato il suo amico

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VIAREGGIO. Una donna di trentanove anni domiciliata a Viareggio è stata trovata morta in una stanza di un bed and breakfast a La Spezia. Erano le sette di ieri mattina quando un tunisino di trentasette anni con cui si trovava la donna ha dato l’allarme telefonando al 118, perché la conoscente si era sentita male e non dava più segni di vita.

Ma quando sul posto è intervenuto a sirene spiegate l’equipaggio dell’automedica con il medico e l’infermiere, per la donna non c’era più nulla da fare. Via Saponiera, dove si trova il B&B, è stata raggiunta in pochi minuti da un vero schieramento di agenti della polizia di stato, dalle Volanti e dagli uomini della Squadra Mobile, al comando del vicequestore Girolamo Ascione, insieme agli agenti della Scientifica che hanno compiuto i primi rilievi nella camera dove si è consumata la tragedia. Non è dato sapere se gli inquirenti abbiano sequestrato materiale utile alle indagini. Quello che è certo è che i poliziotti hanno indagato a piede libero il tunisino, il quale ha numerosi precedenti a suo carico per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Scartata subito l’ipotesi dell’omicidio, secondo una prima ricostruzione della Mobile, l’extracomunitario avrebbe invitato la donna nella camera che ha prenotato, a quanto pare, per una sola notte. La stanza, teatro della tragedia, è stata ispezionata accuratamente dagli investigatori della scientifica. Il medico legale ha compiuto una ricognizione esterna del cadavere: probabilmente il decesso risaliva a un’ora prima. Dopo il nulla osta del pm Federica Mariucci, il cadavere della trentanovenne è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale Sant’Andrea a disposizione dell’autorità giudiziaria. Lunedì mattina il sostituto procuratore darà l’incarico all’anatomopatologa Susanna Gamba per l’effettuazione dell’autopsia che sarà eseguita probabilmente nella stessa giornata. L’esame dovrà chiarire cosa abbia stroncato la vita della giovane donna. Ora il tunisino, difeso dall’avvocato Alessandro Silvestri, è indagato per il reato di morte come conseguenza di altro reato per spaccio di sostanze stupefacenti. —

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